Sottofondi

Silenziose notti

silenziose le parole che ondeggiano fra i pensieri,

si materializzano in rumori di scie di grafite sulla carta

o di tenui ticchettii sulla tastiera,

come se componessero delle strane melodie.

La parola che si materializza,

che diventa suono, che diventa rumore, che diventa significato

nell’immaginarla, nel leggerla o, come in questo caso, nello scriverla.

Ho una passione per le parole,

non so bene da quando, forse l’ho sempre avuta,

ed è per questo, probabilmente, che le ho sempre valutate tanto, le parole,

e so che una persona di parola è un bene assai raro,

mentre di persone di parole ne è pieno il mondo, nel bene e nel male.

Le parole, cibo di comunicazione,

seme di espressione,

le parole che si fanno gioco, per divertirci,

le parole che si fanno storie per intrattenerci e raccontarci,

le parole, a volte tutto, e a volte niente.

Nel mio sottofondo mi sento attirare dal mondo delle parole,

e silenziosamente, spero, di riuscire ad avvicinarmi a loro,

nel mentre che mi arrabatto con i numeri, anch’essi linguaggio,

ma troppo distante dal mio, troppo razionale e matematico,

che non lascia molto spazio a libere composizioni o a giocosi accostamenti.

Nel sottofondo batte un cuore d’inchiostro e lettere,

di vocali e consonanti, di suoni mescolati insieme.

Scavano dentro le parole, danno nomi alle cose, alle sensazioni,

anche se, talvolta, non sono sufficienti a esprimere tutto,

a dare una definizione o una spiegazione.

Le parole, a volte, mancano

le parole, a volte, si dimenticano

o rimangono inchiodate sulla punta della lingua,

altre nascoste nel fondo del cuore.

Nel sottofondo di questa sera cerco di trovare un senso

e di adagiare nero su bianco

le parole che, forse, conosco da tanto, e che vogliono uscire

in qualche modo, ma che non sempre sanno come fare.

Nel sottofondo, sento una musica, sulla quale scorrono le mie parole

e galleggiando, come immerse fra le onde, si posano qua

per ricompormi, per aiutarmi a ricordarmi di me e di loro.

 

 ***

 

 

(La musica in sottofondo era questa, rilassante e a tratti anche un po’ commovente)

(…rdì, …ato, …ica) del libro – Kintsukuroi di T. Navarro

Salve lettori, oggi si torna a parlare di libri con questa proposta che faccio anche per l’iniziativa (ampiamente sforata) del Venerdì del Libro, la rubrica sui libri e i consigli di lettura di Homedellamamma.

Il libro di oggi, Kintsukuroi di Tomás Navarro, è un testo interessante che tratta di psicologia, di ferite, di analogie con una particolare arte giapponese che prevede di riempire con oro o argento i solchi che si creano nella ricomposizione di vasi e ceramiche una volta che si sono rotti in tanti pezzi. C’è, quindi, alla base l’idea di non buttare quello che si è rotto, non nascondere l’oggetto non più integro, ma anzi, rendere ancor più visibili le crepe e cercare di renderlo originale impreziosendo le rotture come fossero un’opera d’arte.

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Questa pratica serve per dare un valore aggiunto a qualcosa che si riaggiusta, così allo stesso modo, le cicatrici fisiche, spirituali e psicologiche impreziosiscono una persona perché l’esperienza di vita, le cadute, le sofferenze, una volta analizzate, affrontate e risolte, sono qualcosa che non va nascosto, ma che aumenta il valore dell’individuo: è riuscito ad uscire da una difficoltà rinnovato. Colui che si ricompone è come una ceramica trattata con il kintsukuroi, e la sua storia, le sue ferite, diventando dorate, possono essere un esempio per altre persone che si trovano in situazioni simili. E’ la prova tangibile che da quel problema, da quella sofferenza, da quel dolore si può uscire e si può tornare a vivere pienamente.

Non è facile andare proprio nello specifico del libro, l’autore, infatti, tratta alcuni argomenti dando consigli in qualità di psicologo su come affrontare stati d’animo e situazioni, per poi dedicare una parte del libro a esempi pratici di pazienti alle prese con problemi e sofferenze specifiche e a come sono loro sono stati portati a reagire e ripartire da quel punto in poi.

Prendere le distanze dalla sofferenza, analizzarla, cercare di guardare il presente, non idealizzarsi nei giudizi degli altri, passare all’azione… chiunque di noi si ritroverà, prima o poi di fronte a qualcosa che gli ha provocato o provocherà dolore o lascerà qualche ferita, l’importante è cercare di far sì che la vita non si affievolisca o perda di brio di fronte alle avversità e ai periodi difficili, ma che si tragga insegnamento e dopo un periodo di riposo, di raccoglimento e di cura, si possa ritrovare una nuova linfa per proseguire a vivere pienamente, intensamente assaporando la felicità e la gioia.

Quella sofferenza, la crepa che si è creata nel nostro animo deve portarci nuovi insegnamenti e consapevolezze, non deve andare perduta la lezione, sennò è uno spreco di tempo, di valore, di esperienza, e questo è il concetto del mottainai, altra parola giapponese ricca di significato, ma impossibile da tradurre.

****

Incontri di Carta: Il nostro incontro non era previsto, avevo sentito dire della pratica giapponese, ma il libro no, non lo avevo sentito nominare, non me ne aveva parlato qualcuno, non lo avevo visto da altre parti, magari già incuriosita.

Poi, un anno o più fa circa, entrando in libreria, lo vedo lì, appoggiato su uno scaffale, e sarà stato il nome esotico, la ciotola con le venature dorate in copertina o non so che… però l’ho sollevato, l’ho guardato un po’ e poi, niente, so solo che siamo passati dalla cassa ed è venuto via con me. 😉

Info: Titolo – Kintsukuroi; Autore – Tomás Navarro; Editore – Giunti; Costo – 14 Euro; pagine – 246

Pasta fantasia di verdure e besciamella veg ripassata al forno

Per fare questa pasta c’è da lavorare un po’, quindi se dovete fare un piatto al volo, diciamo che non è proprio la cosa più indicata, ma se invece potete trattenervi del tempo in cucina, se vi va di coinvolgere qualcuno di famiglia per condividere un momento, un’attività insieme o volete preparare un super primo per un’occasione speciale, allora ve la straconsiglio! 🥕🧅🥦🥔🧄🍅

Pronti per mettervi all’opera? Avanti, ora andiamo a vedere cosa ci serve!

Ingredienti (dosi per condimento di 4 piatti circa )

  • una cipolla
  • due carote
  • due carciofi
  • mezzo mazzo di asparagi
  • un po’ di piselli
  • sale
  • curcuma
  • olio d’oliva
  • un goccino di vino per sfumare
  • lievito alimentare secco (una spolverata)

Ingredienti per la besciamella veg:

  • farina “0”, 70 gr. circa
  • un po’ di farina di ceci
  • due cucchiai di olio
  • sale
  • un po’ di noce moscata
  • brodo vegetale (non avendolo già a disposizione,  ne ho fatto uno veloce-veloce con una carota, una patata, sedano, prezzemolo, un pezzo di cipolla e una spruzzatina di concentrato di pomodoro)
  • se non volete usare il brodo potete provare anche con il latte vegetale non dolcificato (io avevo avviato quello all’avena, ne ho messo un goccino per iniziare a lavorare la farina)

Per la preparazione della besciamella versione vegetale, potete cliccare qui, dove è spiegato tutto il procedimento.

Preparazione per il condimento:

Lavate e tritate finemente tutte le vostre belle e colorate verdure.

In un tegame mettete un po’ di olio e fate rosolare la cipolla, quando sta per diventare dorata potete aggiungere un pochino di vino e lasciate evaporare.

Poi versate tutte le altre verdure, aggiustate di sale, e mettete un pochina di curcuma, se vi piace.

Cuocete per alcuni minuti finché non vedete che le verdure sono appassite. Non fate cuocere eccessivamente… considerate che dopo ripasserete il tutto in forno, quindi meglio se non sono spappolate.

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Cuocete il formato di pasta che preferite, ci si sposa bene pasta corta, tipo i rigatoni, ma voi usate, corta o lunga, quella che più vi ispira.

Quando la pasta è pronta, scolatela. In una pirofila (io c’ho messo un po’ di carta forno per evitare che si attaccasse, ma non credo sia indispensabile😉) versate un po’ della besciamella, poi versate la pasta e il condimento di verdure. Girate bene il tutto, affinché sia omogeneamente disposto, e poi sopra spargete di nuovo un po’ di besciamella.

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Mettetela in forno a 170/180° per una ventina di minuti buoni, ma anche un po’ di più… fino a che non vedete che è dorata e fa delle crosticine.

Servite calda e una volta nel piatto, sempre se volete, cospargete la pasta con un po’ di lievito alimentare secco che le aggiugerà un tocco di sapore.

Il vostro piatto è pronto, buona pasta fantasia di verdure e fantasia di colore! 😁😊

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Salsa agli aromi

Questa salsa è particolarmente indicata da fare in questo periodo primaverile, quando le piantine degli aromi, mettono foglie nuove e rigogliose. E’ una preparazione veloce e buona per un primo piatto semplice e profumato.

Ingredienti:

  • un ciuffetto di prezzemolo
  • un po’ di rosmarino
  • qualche foglia di salvia
  • sedano
  • cipolla
  • aglio
  • olio d’oliva
  • erba cipollina (io ho usato quella secca, nei barattolini delle spezie)
  • salsa di pomodoro
  • sale
  • pepe
  • (se volete un po’ di panna da cucina vegetale – io ho usato quella di riso)

Preparazione:

Lavate e tritate finemente tutti gli odori, cipolla, aglio, rosmarino, salvia, sedano e prezzemolo.

Versate dell’olio in un tegame, e inizialmente mettete cipolla e aglio, e poi appena iniziano a dorarsi aggiungete tutti gli altri odori.

Fate andare a fuoco moderato per un po’. Versate poi la salsa di pomodoro, aggiustate di sale, un pizzico di pepe e di erba cipollina per profumare, e se volete aggiungercela per dare un tocco più delicato, la panna (di soia, di riso…come preferite).

Cuocete la pasta del formato che volete, scolatela, e poi passatela in padella con la salsa prima di servirla calda. Buon appetito! 🙂

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pasta agli aromi

Fogli e foglie

Brezze marine,

venti caldi,

soffi d’aria mattutini,

che muovono i capelli,

accarezzano volti

a volte, anche gli spiriti,

che, forse, sono fatti della stessa sostanza.

Entrando dalla finestra,

scompigliano fogli,

passando fra i rami

animano fronde e foglie.

Parlano lingue antiche,

dicono cose mai dette,

sussurrano sibilanti alle nostre orecchie,

ermetici nel loro comunicare,

scrigni segreti pieni di storie e di parole,

chissà chi troveranno pronto ad ascoltare…

Sfogliano i volumi della nostra mente,

a un volume, che forse, nemmeno si sente.

Ho percepito un foglio scricchiolare

una foglia lieve, mossa da un alito, tremare,

e le raffiche soffiano fuori e dentro la mente,

formano mulinelli cercando un messaggio in qualcosa,

che, poi forse, non vuol dire nemmeno niente.

Un eterno movimento lieve,

ondeggiare mossi dall’aria,

come un respiro che seppur breve

racchiude in sé la vita

e questo istante di rivelazione densa e precaria.

 

 

Torta allo yogurt e cioccolato (farcita con panna vegetale)

Questo dolce, soffice e delizioso, si presta sia per essere una torta, magari, di compleanno, sia come dolce da colazione…io l’ho usato così, e vi dà la giusta carica e quel pizzico di piacevole conforto per iniziare bene la giornata.

(Gli ingredienti che ho utilizzato io, a parte le uova, che comunque sono di galline che vivono all’aperto e mangiano sano, sono a base vegetale, pertanto è quasi un dolce vegano…)

Ingredienti:

– Per la base –

  • 260 gr di farina 0
  • 3 uova
  • 100 gr di zucchero (ho usato quello di canna)
  • un vasetto di yogurt bianco (ho usato quello di soia)
  • 100 ml di olio di semi di girasole
  • 5 cucchiai di latte (ho usato quello di avena)
  • 130/140 gr di cioccolato fondente
  • 1 cucchiaio di cacao amaro
  • 1 bustina di lievito
  • estratto di vaniglia, vanillina, o vaniglia (ho usato una bustina di vaniglia bourbon)

– Per la farcitura –

Una confezione di panna vegetale da montare

(* per chi interessa: un consiglio per le panne… a parte controllare che non abbiano i grassi idrogenati, alcune non sono totalmente vegetali, contengono lattosio o proteine del latte, quindi, magari, prima di acquistarla ed accorgervene a casa, perdete due secondi a leggere gli ingredienti mentre siete ancora allo scaffale del supermercato ;))

 

Preparazione:

Innanzi tutto sminuzzate il cioccolato fondente e scioglietelo a bagnomaria.

Separate le chiare dai tuorli, e montatele a neve.

In una ciotola versate i tuorli e aggiungete lo zucchero mescolando.

Sempre mescolando, aggiungete la vaniglia o la vanillina e lo yogurt. Poi versare l’olio a filo e continuate a mescolare.  Unite, poi, le chiare montate.

Aggiungete la farina, il cacao e la bustina di lievito tutto setacciato.

Infine, incorporate al composto il cioccolato fondente fuso.  Mescolate ben bene e versate il tutto in uno stampo a cerniera coperto di carta forno.

Cuocete a 180 gradi per circa 35 minuti.

Una volta finita la cottura, toglietelo dal forno e lasciatelo freddare bene prima di passare a tagliarlo a metà per farcirlo con la panna montata… io ho, forse, aspettato troppo poco e, purtroppo, mi si è un po’ spezzettato, (per questo non allego foto della torta intera, anche perchè intera non è venuta :D) ma vi assicuro che il sapore è buonissimo e anche a prova di non vegani…che hanno apprezzato assai! 🙂

Buon goloso appetito! 🙂

torta

L-otto e l’infinito

Quando in una scala di valori da uno a dieci

ti viene dato un otto,

spesso, ti rammarichi o a gioire totalmente non riesci

perché non è stato raggiunto il massimo,

perché l’asticella avrebbe potuto fare un altro salto,

anzi, anche due benissimo.

A volte si pensa che ci sia una falla, che abbiamo fatto un errore

o che sia lì tutto finito,

poi, però, basta realizzare che la prospettiva cambia tutto:

se noi siamo in piedi, ma il giudicante è sdraiato,

da otto ci mette meno di niente a diventare infinito.

La lista della spesa – umili e umane necessità

Sai che ognuno di noi sente il bisogno di alcune cose,

sai che ciò che è un bel fiore per uno, non è detto per l’altro siano rose.

E poi non è nemmeno così facile, come entrare in un supermercato

stilare la tua lista, cancellare ciò che hai già preso, trovare tutto bell’e confezionato.

Qualche etto d’affetto, grazie

mi dia tre confezioni di coraggio,

il fustino della speranza, che ci devo lavare bene tutto,

poi, dunque…un chilo d’amore, ma se le viene di più lasci pure, fa sempre comodo,

una retina di coscienza,

dei bei ciuffi d’amicizia,

poi pace con sé stessi e con gli altri, una scatola, quella grande,

la forza, quella a grappoli maturi con tanti acini, (hanno detto che sono freschi, arrivati in giornata)

un rotolo di leggiadra spensieratezza, possibilmente quello che ha più fogli,

ha anche dei filoncini di divertimento? sì li prendo, che li condisco con un po’ di risate, grazie,

e dei cartoncini di passioni, meglio sfuse, ma se non ci sono prendo quelle in capsule,

poi, sei bottiglie di felicità, al limite vanno bene anche quelle piccole, se non ci fosse il formato maxi.

Come dice? Ah, la stabilità fresca a fette è finita? Anche quella a panetto? Non l’avete mai avuta? Ma è sicuro? Eppure mi sembrava di averla intravista fra gli articoli in offerta…

Mannaggia, me ne faceva comodo un po’, ma vedrò di fare senza, e di adeguarmi di conseguenza.

Ok passo alla cassa, come pago il conto? In contanti o prende la carta?

Come con la vita? Mi sembra un prezzo un po’ alto!

Ah, ma non tutto insieme, a rate?

E lo scontrino quando me lo rilasciate?

 

– A pagamento terminato, prima che ci dica se è soddisfatto o rimborsato.

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Pasta alla crema di asparagi

La primavera ci regala un sacco di begli ortaggi, fra i quali i buonissimi e versatili asparagi! Ed ecco come poter preparare un gustoso piatto di pasta, tutto verde e veg, con una crema fresca e gustosa.

Ingredienti (per tre/quattro porzioni)

  • un mazzetto di asparagi
  • succo di mezzo limone
  • sale
  • olio d’oliva
  • pinoli
  • noce moscata
  • pepe
  • lievito alimentare in polvere

Preparazione:

Pulite, lavate e poi lessate gli asparagi in un po’ di acqua salata. Io li ho messi in pentola ad acqua ancora fredda, ma dipende dalle vostre abitudini. Fateli lessare per qualche minuto, di solito la loro cottura è abbastanza veloce.

Una volta tolti dall’acqua, tagliate le punte, e lasciatele da parte per poterle aggiungere, poi, a impiattamento ultimato.

Prendete un frullatore, o un mixer, spezzettate i gambi e frullateli insieme a un po’ di olio di oliva, tre o quattro cucchiai, un po’ di noce moscata, un pizzico di pepe e aggiungete anche i pinoli (anche qui in base ai gusti, ma un paio di cucchiai sono normalmente sufficienti).

Cuocete la pasta del formato che preferite, io ho scelto le farfalle, e una volta cotte e scolate, (ah, ricordatevi prima di lasciare da parte in una tazzina un pochina di acqua di cottura della pasta nel caso che il composto frullato venga troppo “sodo” per poterlo allungare e renderlo più cremoso) versate la crema nella pasta (o la pasta nella crema :D) e mescolate bene.

Aggiungete poi anche le punte degli asparagi, precedentemente lasciate da parte. Potete, infine, ultimare il piatto con una spolverata di lievito alimentare, che aggiunge un po’ di sapore, e il vostro bel piatto di pasta primaverile e appetitoso, è pronto per essere gustato! 🙂

Buon appetito, e se volete, fate sapere come vi è venuta e se vi è piaciuta 😉

pasta alla crema di asparagi

 

Venerdì del libro (sforato) – Le lettere smarrite di William Woolf – di H. Cullen

Bentrovati alla rubrica “Il Venerdì del Libro“, (anche se è sabato, questo sabato Santo un po’ strambo e atipico…ma così è) la rubrica ideata da Paola nel suo blog.

Questa volta il libro che propongo è Le lettere smarrite di William Woolf di Helen Cullen, che è un po’ un mix di generi: un po’ romanzo d’amore, un po’ romanzo epistolare, un po’ d’investigazione… una lettura piacevole che tocca certe corde dell’animo, ed espone alcune domande che a volte sorgono spontanee, come un tarlo, nelle storie di coppia al presentarsi, magari, di qualche problema, incomprensione, di un momento di stanca o di  una non perfetta sintonia sincronizzata.

lettere

William e sua moglie Clare, infatti, dopo alcuni anni di matrimonio stanno vivendo uno di quei momenti in cui la storia sembra stagnare, in cui l’altro sembra diverso da come era o fermo in un certo punto e la situazione non evolve, in cui non c’è molta comprensione reciproca né dialogo, in cui complici i pensieri, i dubbi, la gelosia, il non sapere come affrontare la cosa i due si prendono una pausa, anzi, Clare decide di allontanarsi un po’ per riflettere e capire quale sentiero intraprendere, se vale la pena continuare su quello battuto o se mandare tutto in aria e iniziare a muovere i passi altrove.

William, che fa un lavoro carinissimo: è impiegato in un ufficio postale di Londra, al reparto della posta smarrita o impossibile da recapitare, dove giungono lettere e pacchi che per i più vari motivi non è stato possibile consegnare al destinatario.

Da qualche tempo ha iniziato a rinvenire nei sacchi delle lettere imbustate in una carta azzurra, molto curate e scritte con sentimento. Sono lettere d’amore scritte da una certa donna, dal nome insolito, Winter, a un fantomatico e sconosciuto uomo giusto (non lo chiamiamo principe azzurro perchè anche se il lui in questione è immaginario, Winter non si sta riferendo al mondo delle favole, ma a una persona reale, che magari, qualche volta ha pure inconsapevolmente incrociato per la strada, ma che non ha ancora avuto la fortuna di incontrare e conoscere, o così, almeno, pare).

William, complice il momento di confusione che sta vivendo, inizia a essere fortemente incuriosito da queste lettere, cerca bramosamente le buste azzurre nei suoi sacchi di posta da recapitare, le sfila abilmente dalle mani dei colleghi, quando per caso ne vengono in contatto, per carpire qualche dettaglio in più su Winter, su dove trovarla e per comprendere se quell’uomo in questione può essere proprio lui, dato che il destino li ha messi sulla stessa strada, vuole forse fargli intuire qualcosa?

Ci saranno ricerche virtuali e non, viaggi, avvicinamenti e allontanamenti fra i protagonisti del romanzo e fino alla fine, non si sa bene che piega prenderà il corso della storia di ognuno, ma il tempo trascorso permetterà loro di fare anche un salto di qualità e di andare incontro a qualcosa che, finora, non erano stati in grado di scegliere e fare per loro stessi, per le proprie autorealizzazioni personali, e che in qualche modo, comunque gioverà loro.

Un romanzo che tratta di lettere in un mondo che, ormai, è votato al virtuale e dove se ne scrivono sempre meno, non poteva essere un brutto libro! 😉

“Incontri di carta”: ho acquistato questo libro per il lettore e-book, incuriosita dopo averlo visto sulla pagina instagram di Camilla, la quale da brava e paziente ricamatrice, ne aveva anche realizzato delle deliziose buste con ago e filo… 🙂

Info: Titolo – Le lettere smarrite di William Woolf; Autore – Helen Cullen; Editore – Nord; Pagine – 384; Costo – 17,10  € (io avevo trovato un’offerta dell’e-book tempo fa).