Mors tua vita mea…

E con questa frase apro il nuovo articolo che da sempre tocca un argomento controverso (già trattato anche in precedenza), dove le opinioni e le scelte si sbizzarriscono davvero. La riflessione è tornata alla ribalta anche perchè sto leggendo un libro su questo tema, che presto sarà fonte per una nuova recensione del Venerdì del libro (per chi è interessato qui trova i precedenti) 🙂

A me non è mai piaciuto come si suol dire “campare alle spalle altrui”, e il fatto di cibarmi di altri esseri viventi, in fondo, mi ha sempre creato dei dispiaceri e dei sensi di colpa. Certo, molti sostengono che sia la natura, che il più grosso o il più intelligente abbia il diritto di sovrastare e di esercitare la propria superiorità sul più debole servendosene in tutti i modi possibili, che l’uomo è onnivoro, che questa è la piramide alimentare, che i canini esistono perchè sono fatti per mangiare la carne e altre scuse del genere. Le chiamo scuse, perchè, a mio avviso non è così scontato doversi cibare di altri esseri. Se lo si fa è perchè è un’abitudine che si perpetua da secoli, e che fondamentalmente fa comodo che sia così, perchè piace mangiare la carne e rammarica doversene privare, non tanto perchè i nutrizionisti o dottori raccomandino una dieta variata per la salute, in quanto è stato largamente dimostrato che si campa senza carne o pesce, e anche bene, non da malaticci, come molte dicerie sostengono. Quindi, se si vuole si può, come dice anche una famosa frase “se vuoi veramente qualcosa troverai un modo, se non la vuoi veramente troverai una scusa!”.

Per me, in questi giorni (non ricordo di preciso la data, ma era il mese di marzo inoltrato) ricorre il triennio dalla decisione di diventare vegetariana. Questa scelta è stata rispolverata e abbracciata tre anni fa, appunto, ma la custodivo da anni, forse anche nell’attesa di averla maturata per bene e di esserne veramente consapevole. Anche perchè è una scelta piuttosto importante e impegnativa, pertanto necessita convinzione e costanza!

L’alimentazione è un tema basilare della vita di ogni essere, è ciò che dà il sostentamento per il proseguimento dell’esistenza stessa, per il suo naturale evolversi e che ci consente di essere energici e di svolgere tutte le nostre azioni. Pertanto è indubbio che sia una cosa fondamentale per la sopravvivenza di ognuno…ma anche per la vita degli altri esseri che ci vivono accanto, in quanto più o meno direttamente abbiamo delle responsabilità anche nei loro confronti, poichè abbiamo la facoltà di prendere decisioni autonome e consapevoli che riguardano noi e loro.

Alimentarsi è un bisogno necessario di ogni essere vivente, ma quando e quanto la mia esigenza di cibarmi, di sopravvivere deve essere considerata più importante, più meritevole della sopravvivenza di altri esseri viventi?

La vita è un regalo prezioso per tutti e, a mio parere, nessuno ha il diritto di reputare la propria esistenza più rilevante o di maggior valore rispetto a quella di altre creature da dover giustificare la loro uccisione, la loro morte (talvolta barbara), da decretare la fine della loro vita. Senza contare tutto quello che, spesso, si cela dietro a questo: sofferenza, maltrattamenti, vite vissute in pessime condizioni, con inflizioni di pene gratuite, sistemi che non considerano nemmeno quegli esseri come viventi e senzienti, ma più che altro oggetti, prodotti, fonti di guadagno, calpestando così i diritti minimi e le sensazioni di tante vite… Infatti, spesso non ci pensiamo più di tanto, ma dietro a quelle bistecche, cotolette, salsicce, cosciotti e chi più ne ha più ne metta, che troviamo al supermercato e sui nostri piatti, ci sono proprio molte, moltissime vite, esseri che non vivono più, ma che “erano” prima che la mannaia, o chi per lei, recidesse il loro filo!

Pensando che questo non dovesse esser per forza la normalità, tre anni fa, ho deciso fermamente di diventare vegetariana in quanto da anni sentivo la volontà, e anche la necessità, di fare questo passo, così in un giorno di marzo (mi piace pensare a questo come a un risveglio, visto che marzo è il mese in cui arriva anche la primavera 🙂 ) ho smesso di mangiare esseri che avevano un cuore pulsante, un cervello funzionante, che respiravano la mia stessa aria, e che avevano il loro modo di esprimersi, insomma ho smesso di cibarmi di vite altrui, e questa scelta mi fa stare meglio, più sollevata, e mi ha dato modo di nutrirmi di più, di assaporare meglio la mia di vita, più che quella degli altri.

Non dico che sia una rinuncia sempre facile, a volte succede che si senta un po’ la nostalgia per certi sapori che si era abituati a mangiare, altre si viene presi in giro, si viene considerati menti bacate, anche malati (a me è successo di sentirmelo dire), si viene criticati o non molto ben accettati, o almeno non sempre. Ma tutto questo non tange poi più di tanto e va in secondo piano rispetto al benessere che porta la scelta di non gravare sulle vite degli altri, di non interrompere il loro decorso naturale per cibarsene!

Infatti se la decisione la si intraprende con convinzione e serenità, i commenti degli altri, i sapori che non si possono più gustare non influenzano il minimo ripensamento, anche perchè le vite di coloro che ce le rimettono per diventare il nostro cibo, penso che valgano molto di più di qualche rapido boccone saporito che si dissolve tra le fauci in una manciata di secondi.

Pertanto, se quando si intraprende questa strada non si pensa tanto a ciò che si perde quanto a quello che si ottiene, a ciò che si guadagna noi e che potrebbero guadagnarci gli animali (i diretti interessati in questo rapporto di sopravvivenze) e l’ambiente, la decisione e la propria attuazione giorno dopo giorno non risultano essere un peso, quanto una gioia, una liberazione, una vitale felicità, e così io la vivo! 🙂

vegetarianismo

immagine tratta da animalistinelweb.altervista.org

Se volete ottenere informazioni più dettagliate ci sono molti siti, canali youtube, pagine di facebook eccetera, che diffondono articoli, immagini, documentari su questo tema. Un sito molto valido è laverabestia.org

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