M’illumino (i piedi) d’immenso :)

Un anno fa esatto, scrissi questo raccontino, riguardante un episodio che anche se è una piccola disavventura, mi fece talmente tanto ridere e porto nel cuore come uno di quegli episodi, semplici, ma veri, puri, pieni che si vivono nell’infanzia, e che poi ti porti dietro nel tuo porta-gioie immateriale. Lo riporto qui, per rileggerlo e continuare a tenerlo insieme a me, al mio frascafresca.

 

“Una volta, da bambina, in una sera d’estate m’infilai con entrambi i piedi in una pozzanghera per spostarmi sul bordo della strada perchè delle macchine erano in procinto di passare. Era buio, e nello scansarmi non mi ero accorta che ci fosse lei con la sua acqua scura e stagnante ad aspettarmi nel punto in cui mi ero fermata. E nemmeno la strana sensazione di fresco avvertita mi fece inizialmente sorgere delle domande, pensai piuttosto ingenuamente “stasera il venticello si sente perfino nelle caviglie, senti però come è bello!”. L’acqua fangosa mi entrò furtivamente in tutte le scarpe, nei calzini e nell’orlo dei pantaloni…bianchi! Ma se da una parte mi sporcò piedi, calzature e indumenti, dall’altra mi regalò anche un privilegio: per pochi istanti si poteva vedere una bambina con i pantaloni che finivano dove iniziava il cielo: al posto dei piedi, infatti, si vedeva riflessa la luna.”

Venerdì del libro – Per sempre di S. Tamaro

Di venerdì, Paola tiene nel suo blog la consueta rubrica sui libri a cui  sporadicamente partecipo anche io… questa volta il titolo di cui parlo è Per sempre, un romanzo di Susanna Tamaro.

E’ un libro piccolo, ma bello e denso, che tratta tematiche difficili come la perdita di persone amate, che non è mai una cosa semplice da affrontare, a maggior ragione quando improvvisamente  e prematuramente ci lasciano, ma tocca anche corde più profonde e spirituali.Per-sempre

Matteo il protagonista, fa un excursus sulla sua vita e ci racconta, alternando presente e passato, il percorso che lo ha visto crescere, formarsi una professione e una famiglia, per poi cadere in basso e tentare di rialzarsi non immune da sofferenze (anche inferte ad altre persone) e chi dopo tanto peregrinare è diventato.

Matteo si rivolge a un “tu”, alla moglie Nora, morta in un tragico e inspiegabile incidente stradale, e le racconta di sé, includendo anche le proprie origini e la storia dei componenti della sua famiglia, il proprio trascorso da quando era bambino, fino ad arrivare agli eventi successi dopo la scomparsa di Nora e dei loro bambini.

Una tragedia che lo dilania da dentro, che fa perdere il baricentro e dalla quale faticherà non poco a ritirarsi in piedi e trovare, finalmente, non solo un po’ di pace sia interiore che fisica in mezzo alla natura, ma anche il suo posto nel mondo ricercando e riflettendo sul senso profondo della vita e di ciò che di grande c’è dietro ad essa. Infatti nel suo vivere da eremita, Matteo proverà ad essere, oltre a un pensatore profondo, un aiuto per molte persone che hanno bisogno di ritrovare la via o che hanno momentaneamente smarrito loro stesse.

Una storia bella e commovente narrata con tatto e con un tono bello e pacato, tipico della scrittrice, che riesce a toccare temi che da sempre interrogano l’animo degli esseri umani e dimostra come la sofferenza e la disperazione, che a volte fanno parte del vivere, possono con il tempo e la riflessione lasciare spazio a insegnamenti e a speranze più grandi. La vita è un affascinante mistero e tutto ciò che contiene e che la regola lo è altrettanto, ma sentirsi parte di un disegno più grande e in unione con tutto ciò che ci circonda, anche se non ci aiuta a capire tutto fino in fondo, apre il cuore e fa vedere la Vita da una prospettiva molto più ampia.

Info: Titolo – Per sempre; Autore –  Susanna Tamaro; Editore  – Giunti; Pagine – 187, Costo – 9.90 € (io l’ho trovato in promozione, mi pare a 5 Euro)

 

Incontri di carta: Il titolo è sotto un certo punto di vista da acchiappo, come si suol dire, soprattutto perchè nella vita tutto cambia, si evolve, quindi il “per sempre” ci sfugge di continuo dalle mani e da sotto il naso, ma forse in qualcosa che va oltre esiste; quindi già il titolo mi piaceva… la scrittrice anche (avevo precedentemente letto Va’ dove ti porta il cuore)   e che fa uno che vede in libreria uno sconto su un libro che gli piace, non ne approfitta? 😉

 

Buone letture a tutti!

Panettone Veg (anche se un po’ fuori stagione)

La seguente ricetta risale ai mesi passati, come si evince anche dal titolo stesso, ma un po’ perchè non l’avevo mai trascritta, un po’ perchè, volendo, si può usare anche come una bella e ricca brioche o dolce da colazione, io la scrivo lo stesso… poi, deciderete voi se, come e quando farla, ovviamente. 🙂

Io ho ripreso la ricetta del panettone di Marco Bianchi, e devo dire che a me è piaciuto davvero tanto e anche i parenti onnivori, a Natale, l’hanno apprezzato; in più è Veg… quindi ancor più buono ed etico. 🙂

Ingredienti:

  • 15 gr di lievito di birra fresco ( in panetto)
  • 250 ml di latte di soia
  • 250 gr di farina 0
  • 150 gr di farina integrale [personalmente ho usato tutta farina 0]
  • 80 gr di zucchero di canna
  • 50 ml di olio di semi di mais o di girasole
  • scorza grattugiata di un’ arancia
  • scorza grattugiata di un limone
  • 180 gr di uvetta sultanina  [ho messo circa 130 gr di uvetta e 90 gr. di cioccolato fondente spezzettato]
  • succo di mela
  • canditi e/o cioccolato fondente (facoltativi)
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Alcuni degli ingredienti…

Preparazione:

Stiepidate il latte di soia e scioglieteci dentro il lievito di birra. In una ciotola unite le farine e mescolatele con lo zucchero. Aggiungete, sempre mescolando, metà dell’olio di semi e tutto il latte di soia con il lievito sciolto. Lavorate bene l’impasto. Quando sarà omogeneo dategli la forma rotondeggiante e lasciatelo lievitare per due ore in una ciotola coperta con un canovaccio, meglio se vicino al termosifone.

Grattugiate la scorza degli agrumi e mettete le uvette ad ammorbidirsi nel succo di mele in questo tempo di attesa.

Passate le due ore, unite all’impasto le scorze grattugiate, l’uvetta (strizzata dal succo) e l’olio rimanente. Se unite canditi o cioccolato, unitele in questo momento. Impastate nuovamente e maneggiate bene. Aggiungete un po’ di farina affinché non appiccichi. Fate una palla e tenete il tutto a riposo per altre due ore.

Trasferite poi, l’impasto in uno stampo di carta per panettoni (se non lo avete potete metterlo in una leccarda o in uno stampo a cerniera coperto di carta forno incidendo sopra all’impasto dei segni di modo che durante la cottura, crescendo, non si strappi) e infornate per circa 50-60 minuti a 180°. Durante la cottura, per mantenere un ambiente più umido, potete inserire un pentolino con dell’acqua dentro al forno.

Una volta freddato, gustate e buon appetito… o Buon Natale! 😀

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Venerdì (già passato) del libro – La felicità e altre piccole cose di assoluta importanza di H. Shapira

Dopo un sacco di tempo, ma anche un po’ a causa di mancanza di tempo, ecco di nuovo che si torna a parlare di libri.

Quello in questione si chiama La felicità’ e altre piccole cose di assoluta importanza di Haim Shapira.

41y3GQVUQ7L._BO2,204,203,200_PIsitb-sticker-v3-big,TopRight,0,-55_SX324_SY324_PIkin4,BottomRight,1,22_AA346_SH20_OU29_Come non amare questo libro a partire dal titolo e dalla copertina colorata e coriandolata, (copertina che nel lettore e-book, purtroppo, senza riferimenti ad altri titoli di letteratura, è in cinquanta sfumature, ma tutte di grigio 🙂 ) per arrivare ai contenuti, ad alcuni esempi di vita personale, tra cui alcuni anche trascorsi in Italia, o alle morali della favola (è il caso di dirlo in tutti i sensi) che il buon Winnie the Pooh trova e comunica in molte situazioni prese come spunto dall’autore?

E’ un libro davvero gradevole, infatti, a me è piaciuto molto, ma che purtroppo ho letto molto a salti e bocconi, e forse non ho potuto assaporare a 360°, inoltre avendolo finito già da un po’, anche i ricordi sono a tratti annebbiati.

Lo scrittore ci accompagna a conoscere quelle che sono le sue riflessioni, quello che ci consiglia di eleggere quasi a modello, ovvero il simpatico orsacchiotto dalla maglina rossa, o il biondo ragazzino del Piccolo Principe.

I colori dei coriandoli in copertina ricordano quelli sfaccettati delle tante sfumature che possono portare a una serenità dell’animo, a una felicità che si può trovare, e si trova, in dettagli minuti, in cose piccole della vita di tutti i giorni, ma che rendono grandi le giornate e speciali i ricordi. Shapira con sensibilità e maestria riesce a raccontare di come si possa prendere la vita, e di quelle che, spesso, sono considerate cose minime, o talvolta quasi infantili, ma che invece sono di assoluta importanza per tutti e per il benessere, soprattutto morale, delle persone.

Con questo articolo partecipo all’iniziativa di Paola del Venerdì del libro

Info: Titolo – La felicità e altre piccole cose di assoluta importanza; Autore –  Haim Shapira; Editore – Sperling e Kupfer; Pagine – 104; Costo – 6,99 € (versione digitale).

Incontri di “carta” – Titolo e copertina sono le cose che mi hanno attratto e che mi hanno spinto a comprare questo libro non appena l’ho visto in un’offerta speciale. L’intuizione era giusta, almeno per me, visto che l’ho trovato molto bello.

Panta rei… tutto scorre

Tutto scorre, dicevano i filosofi, tutto si modifica, magari anche impercettibilmente, ma si trasforma, è la natura delle cose, è la natura del mondo. Non si sfugge, si può solo scorrere, magari con fluidità, senza troppe resistenze o rigidità, che rendono il tutto più difficoltoso.

E se anche ce lo volessimo dimenticare per un po’ , non si può, non è possibile non farci i conti, il cambiamento è qualcosa con cui ci incontriamo, e talvolta scontriamo, in un modo o in un altro, costantemente. Che questa sia la “regola” ce lo cantano anche nelle canzoni, Jovanotti ci dice che “niente resta per sempre nel tempo uguale (e meno male)” , un altro gruppo che attualmente non si sente più in giro, Il Nucleo (esempio lampante del fatto che tutto scorre), invece, musicava tali parole: “cambiano le cose tutto intorno a te, ogni giorno che c’è, cambiano le stelle, cambiano con me, ogni notte che c’è“, solo per citarne alcune, ma sono infinite le produzioni in poesia, in musica o in qualunque altra arte che trattano questa tematica.

Come si affronta tutto questo? Come si fa a non farsi travolgere dalla corrente, dai fiumi in piena degli eventi e del tempo che non solo agiscono su di noi, ma contemporaneamente sugli altri, sull’ambiente, sulla storia, sulle cose, su tutto il resto? A volte è difficile adattarsi ai cambiamenti, accettarli e modellarsi a loro, altre è più semplice, o comunque, anche se implicano difficolta, perchè scorrere, forse, non è mai facile, hanno un risvolto della medaglia che sembra essere più lucente di quello che vediamo all’inizio. Probabilmente non c’è un segreto o un modo migliore per vivere meglio il continuo cambiamento della vita, a volte lasciarsi un po’ di preoccupazioni o ansie alle spalle, può essere però l’atteggiamento migliore: mettersi lì a pensare come poter scalare tutta una montagna, spesso, dà più pensiero e sembra un compito molto più oneroso che iniziare piano piano ad arrampicarsi e fermarsi ogni tanto per poi proseguire oltre. Scorrere, forse, vuol dire questo: non fare l’incosciente e buttarsi senza essersi accertato di saper nuotare, ma entrare nell’acqua e piano piano imparare a fidarsi un po’ delle proprie capacità natatorie e un po’ anche del flusso d’acqua che ci spingerà oltre, mantenendo i sensi in all’erta riguardo alle onde anomale, ai pesci grossi o agli scogli appuntiti, ma fondamentalmente, andare avanti senza troppi timori e con fiducia.

Tutto cambia e tutto scorre, ma se non scorresse, la vita sarebbe più piatta, non sarebbe vita, perchè l’acqua stagnante non è mare né fiume, è una palude.

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Venerdì del libro – L’amore si impara leggendo

Un saluto a tutti i lettori del venerdì (e non solo), e benvenuti all’appuntamento con i libri (venerdì del libro).

Oggi vi propongo L’amore si impara leggendo di Beatrice Dorigo e Massimo Minuti.index

Il suddetto è un libro particolare, perchè non è un manuale, non è un romanzo, bensì è una raccolta di recensioni di altri libri, il cui tema principale è l’amore. Per ogni protagonista, che nella quasi totalità dei casi sono soggetti femminili, viene tracciato un profilo dal quale si può imparare qualcosa: dove un modo nuovo di reagire, dove un liberarsi di vecchie convenzioni e zavorre, dove nuove consapevolezze che hanno l’intento di far avvicinare il lettore alla dimensione dell’amore, inteso in primis, quello verso se stessi, anzi verso se stesse, visto che il libro è chiaramente rivolto a lettrici.

Alla fine di ogni sezione ci sono anche dei “compiti”, o meglio, dei consigli che, se si vuole, possono offrirsi come spunti di osservazione e maggiore conoscenza di sé, e perchè no, anche correzioni, qualora ce ne sia bisogno.

I due autori appartengono alla società Accademia della Felicità che, se non ho capito male, si occupa di corsi di formazione per aiutare le persone a realizzarsi, e attraverso questo libro fatto di libri ci fanno scoprire storie e personaggi interessanti che, inevitabilmente, ci incuriosiscono…facendoci così allungare la lista dei libri da voler leggere 😉 perciò astenetevi dall’avvicinarvici, se ne avete una già abbastanza lunga eheheh!

Incontri di “carta”: spulciando tra le offerte del giorno degli e-book ho trovato questo libro, mi piaceva l’idea di dare un’occhiata più da vicino ad altri libri, di cui ne ho letti solo alcuni, così l’ho scaricato! 😉

Info: Titolo – L’amore si impara leggendo; Autori – Beatrice Dorigo e Massimo Minuti; Editore – Sperling e Kupfer; Pagine – 245; Costo – 9,99 (costo non in promozione)

Sformato di cavolo romano e patate

La suddetta ricetta, può essere fatta anche con una versione leggermente modificata, ovvero, ho usato dei broccoli al posto del cavolo romano (non avendo trovato quest’ultimo al supermercato) e non ho messo per niente il formaggio, solo qualche ricciolo di burro in superficie prima di infornarlo (ma, onestamente, può essere tralasciabile e la ricetta sarà anche a prova di vegani).
Ri-buon appetito 😉

Frascafresca

Come si sarà ormai capito, sono convinta che si possa festeggiare il Natale (e qualsiasi altra cosa) senza banchetti che prevedano povere bestie arrostite e cotte, e non per questo mangiare due peli d’insalata o due foglie di basilico, come molti non ben infomati sostengono. Ci sono tante cose e gustose che non prevedono animali fra gli ingredienti, e che tra l’altro non necessitano nemmeno di preparazioni difficoltose o impegnative, come la ricetta che vi vado a scrivere fra poco.

Quest’anno per aiutare a preparare il pranzo, ho contribuito con uno sformato (che è stato apprezzato vivacemente come contorno anche dai non-vegetariani, ovvero da tutti gli altri, essendo l’unica fra il parentado ad esserlo…ma a mio avviso, e ovviamente per chi non mangia la carne, può tranquillamente sostituire un secondo piatto) che non avevo mai provato a fare, ma che riproporrò sicuramente dato che mi è piaciuto molto.

La ricetta…

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Buon Natale…al volo!

Mi trovo fuori per le ultime commissioni e giretti prima del Natale, e mentre aspetto di rientrare a casa, scrivo questo articolino dal telefono, inaugurando questa modalità finora inutilizzata!
Colgo l’occasione per fare gli auguri di Buon Natale a chi legge il blog, ma anche a chi non lo legge, e che possiate trascorrere con felicità in.sieme a chi volete bene queste feste!
Tanti auguri di cuore a tutti, perché a Natale si è tutti più buoni e più sportiviti eheh 😉