Una bella distrazione

Distrarre deriva dal latino,

vuol dire portare, condurre altrove.

Sii per me la distrazione:

conducimi dove per un attimo

mi scordi della realta,

che sia per finta, che sia fantasia,

che sia un posto vecchio, o una nuova via.

Distraggo io, distrai tu,

che già c’è sempre poca gente

disposta a farsi un giro fra le stelle,

fra la creatività, con l’immaginazione.

Distraiamoci, basta così poco per esser leggeri:

uno sguardo altrove, quattro parole, due risate,

capelli al vento, camminare fra tutti,

ma con la testa fra le nuvole, che lassù fra tutto quel candore

si sta bene.

Hai visto? Non serve poi tanto per una nuova destinazione,

solo una bella distrazione.

Biscotti co’l’azione

Orosaiwiamoci,

Granturchesiamoci,

Pavesiniamoci,

Plasmoniamoci,

Bucaneviamoci,

Taralucciniamoci,

Pannocchiamoci,

Baiocchiamoci,

Grancerealiamoci,

Pandistelliamoci,

Maciniamoci,

Goccioliamoci,

Krumiriamoci,

Osveghiamoci,

poi ringhiamoci,

ma soprattutto

…Abbracciamoci

Fogli e foglie

Brezze marine,

venti caldi,

soffi d’aria mattutini,

che muovono i capelli,

accarezzano volti

a volte, anche gli spiriti,

che, forse, sono fatti della stessa sostanza.

Entrando dalla finestra,

scompigliano fogli,

passando fra i rami

animano fronde e foglie.

Parlano lingue antiche,

dicono cose mai dette,

sussurrano sibilanti alle nostre orecchie,

ermetici nel loro comunicare,

scrigni segreti pieni di storie e di parole,

chissà chi troveranno pronto ad ascoltare…

Sfogliano i volumi della nostra mente,

a un volume, che forse, nemmeno si sente.

Ho percepito un foglio scricchiolare

una foglia lieve, mossa da un alito, tremare,

e le raffiche soffiano fuori e dentro la mente,

formano mulinelli cercando un messaggio in qualcosa,

che, poi forse, non vuol dire nemmeno niente.

Un eterno movimento lieve,

ondeggiare mossi dall’aria,

come un respiro che seppur breve

racchiude in sé la vita

e questo istante di rivelazione densa e precaria.

 

 

La lista della spesa – umili e umane necessità

Sai che ognuno di noi sente il bisogno di alcune cose,

sai che ciò che è un bel fiore per uno, non è detto per l’altro siano rose.

E poi non è nemmeno così facile, come entrare in un supermercato

stilare la tua lista, cancellare ciò che hai già preso, trovare tutto bell’e confezionato.

Qualche etto d’affetto, grazie

mi dia tre confezioni di coraggio,

il fustino della speranza, che ci devo lavare bene tutto,

poi, dunque…un chilo d’amore, ma se le viene di più lasci pure, fa sempre comodo,

una retina di coscienza,

dei bei ciuffi d’amicizia,

poi pace con sé stessi e con gli altri, una scatola, quella grande,

la forza, quella a grappoli maturi con tanti acini, (hanno detto che sono freschi, arrivati in giornata)

un rotolo di leggiadra spensieratezza, possibilmente quello che ha più fogli,

ha anche dei filoncini di divertimento? sì li prendo, che li condisco con un po’ di risate, grazie,

e dei cartoncini di passioni, meglio sfuse, ma se non ci sono prendo quelle in capsule,

poi, sei bottiglie di felicità, al limite vanno bene anche quelle piccole, se non ci fosse il formato maxi.

Come dice? Ah, la stabilità fresca a fette è finita? Anche quella a panetto? Non l’avete mai avuta? Ma è sicuro? Eppure mi sembrava di averla intravista fra gli articoli in offerta…

Mannaggia, me ne faceva comodo un po’, ma vedrò di fare senza, e di adeguarmi di conseguenza.

Ok passo alla cassa, come pago il conto? In contanti o prende la carta?

Come con la vita? Mi sembra un prezzo un po’ alto!

Ah, ma non tutto insieme, a rate?

E lo scontrino quando me lo rilasciate?

 

– A pagamento terminato, prima che ci dica se è soddisfatto o rimborsato.

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Scarpe volanti

Cerco la leggerezza, che non sempre sono in grado di afferrare e, a mia volta, liberare.

Alzo la mano, con un ombrello aperto, come Mary Poppins con cui poter dall’alto planare, vagliare e vegliar sogni e speranze, per poi in mezzo a loro mescolarmi e,  sinuosamente, scivolare.

I pensieri e le cose, a volte, hanno calamite più forti, che sembrano volerci bloccare.

Cerco nel mondo la bellezza che ti trapassa gli occhi e arriva dritta al cuore, in  modo,  appunto, da poter l’animo rincuorare:

nel tocco morbido di una carezza a un animale,

in un tramonto con una miscela di colori che fanno incantare,

nell’acqua chiara e limpida che si muove increspata dal vento e che, come una melodica ninna nanna, sa cullare.

Nelle persone che si sanno amare, quelle che donano a porzioni o interamente il proprio cuore, un sorriso che si accende in volto, una mano aperta in aiuto o per poter supportare.

In tutto il potpourri continuo anche a cercare la persona che ero, che sono e che vorrò diventare, che mi ho sempre con me, ma non per questo ho di certo finito d’incontrare.

Cerco scarpe volanti, per i miei piedi, talvolta per aria, talvolta riportati bruscamente a terra, talvolta stanchi di essere calpestati o ignorati, a volte un po’ indolenziti dal percorso, ma pronti sempre a camminare, o perchè no, magari pure un po’ a volare…

 

scarpe

Cotone e cristallo

Posati sui tetti, sopra i cuori e sui sentieri

ovatta tutto: i rumori fuori, dentro i pensieri.

Accarezza le cose, ricoprile per bene

sotto al tuo tocco morbido e fresco

si addormenti la città, la natura, il bosco.

E poi, io, tu, spalanca il cuore, ammaina le vele

resta in silenzio, guardandola cadere.

Forme diverse, contorni avvolti

da veli bianchi, prima integri, poi dissolti.

Sferza il vento che la soffia, da una parte all’altra, via veloce

e lei cambia forma, si accumula, si annida muta, senza voce.

Sotto un cielo di stelle

cala un manto di perle

che mette in pausa il mondo,

o almeno ci prova

sintonizziamoci ad un nuovo ritmo

che qui, ora, si trova.

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Scadenze

Scade ciò che esaurisce il proprio valore o qualità,

scade il tempo non più valido, il prodotto non più integro,

la caratteristica non più ottimale, l’idea che smette di esser originale.

Scade l’orto del cuore non più coltivato, e lo sconforto quando l’animo, invece, è ritovato.

Scade una bolletta, scade una polpetta,

scade un contratto, scade un contatto

scade un’affissione, il premio dell’assicurazione.

A volte scade una convenzione, altre una convinzione

scade una legge, quando non è più consuetudine

scade un atteggiamento, quando non fa più parte dell’abitudine.

Scade la patente, scade la revisione,

scade un abbonamento e il canone della televisione.

Scade tutto quello in cui si annida il tarlo del tempo o ci mette il suo zampino,

e i cuori cadono in amore, ma capita che scada anche quello se non è bello forte,

o almeno un pochino.

 

 

Quanto costa

mare

Abiti lontano dalla costa, dal mare

costa tempo e sudore poterci arrivare.

Spingersi avanti, oltre la soglia

costa coraggio, animo e voglia.

Chiudere una porta, aprirne un’altra

costa invertire la rotta o abbandonare la barca.

Imparare a camminare eretti

costa gattonare, per poi cadere sbattendo testa e denti,

così come andare in bicletta o sui pattini

costa sbandate, inciampi e croste sulle ginocchia spesso presenti.

Stare bene in mezzo alla moltitudine

costa apprendere a star da soli,

apprezzare prima la solitudine.

Muoversi lungo un tragitto per raggiungere destinazioni

costa perdersi e destreggiarsi fra la marea di indicazioni.

Conoscere le cose, le regole e le persone

costa cadere in errore, a volte di proposito, altre per distrazione.

Cogliere una risata, il lato positivo e ironico che si nasconde in ogni dove

costa qualche lacrima che riga il viso, qualche graffio al cuore.

Fare un’azione per qualcuno o per se stessi

costa dedizione, amore, passione, piantare semi di affetti.

Ricordare quel che è stato, vissuto, visto o studiato

costa attenzione, nostalgia, richiede porzioni di fatica

identità e personalità che si modellano come le costruzioni.

Prendere una decisione, che è bene effettuare con la propria testa

costa fare delle rinunce: ogni scelta si pesa con la sua antitesi persa.

Crescere e progredire in ogni aspetto

costa fare un passo alla volta, andare per tentativi

comprendere che nessuno è perfetto, non spaventarsi di aver pregi e qualche difetto.

La costa è l’abbraccio della terra alla distesa di acqua salata, vasta ma non infinita,

ogni cosa ha un prezzo più o meno materiale da versare

e la sabbia che scivola da una clessidra è la moneta con cui si paga la vita.

 

Frascafresca

Alcuni punti

direzioni

Punti di partenza, punti di arrivo, punti intermedi, punti del cammino.

Punti fermi, punti che si muovono, punti che cambiano, punti che girano, punti che tornano.

Punti indicativi, punti di ristoro, punti interrogativi.

Punti molteplici, punti singoli, punti punti.

Punti di vista, unioni di punti, punti estremi, punti fatti in pista.

Punti grandi, punti piccoli, punti lontani o vicini, punti forti o blandi.

Punti presenti un po’ dovunque.

In tutte le cose c’è sempre un punto da dove cominciare e uno a cui si giunge,

indipendentemente da quello a cui si aspira o si spera di arrivare.

La vita è fatta di punti, e non a caso, forse, si dice anche il punto vita!

Profumi

 

Si dice che dai ricordi siano gli ultimi tasselli ad andare via

forse perche non solo nell’aria, ma anche nei pensieri ne resta una scia.

Sono quindi i dettagli più permanenti

e talvolta a risentirli si accendono micce potenti:

si scatena un susseguirsi di immagini

che formano e han fatto la nostra storia,

tornano in mezzo alla corrente del fiume dagli argini

si ripopola di fantasmi la soffitta della memoria.

Gli odori caratteristici cattivi o buoni

rimangono in circolo latenti

pronti a tirare ricordi fuori

che non si fermano ai semafori o al fischio degli agenti,

riemergono a galla distendendo sull’acqua i loro manti.

In ciascuna mente ce n’è un grande archivio,

profumi censiti in ogni strada percorsa, ad ogni bivio

che si legano a situazioni, oggetti, persone, luoghi ed eventi

per transitare periodicamente nei pensieri come soffiati da venti caldi e lenti.

 

Frascafresca