Pollicini per aria

Hai presente Pollicino? Quello che si lascia dietro-dietro lungo il sentiero dei sassolini bianchi prima e delle bricioline di pane poi, per ritrovare la strada fatta? Ecco, lui, Pollicino mi fa un po’ simpatia, perchè è la metafora di quello che anche se si smarrisce o non sa che pesci prendere, non si sconsola e cerca dei modi per poter rientrare in carreggiata, immettendosi verso la direzione giusta. Poi lasciamo perdere tutti i retroscena, del perché o per come si sia ritrovato in questa situazione, di quello che abbia dovuto fare aguzzando l’ingegno per togliersi dalle magagne, non è questo il punto che stavamo guardando.

Pollicino punto interrogativo, naufrago del bosco in cerca di una bussola, di un cartello stradale, di un’indicazione, di un indizio. Pollicino che fruga nelle tasche e scova nel cervello soluzioni per destreggiarsi, per trovare un modo e una via, quella sua via che lo porterà di nuovo a casa, anche se diverso sotto vari punti di vista.

Pollicino che cresce passo passo, Pollicino che non si perde d’animo, Pollicino che va e sceglie un sentiero certamente fra i molteplici possibili, forse sbagliando, forse tornando indietro, forse supportato da qualche aiuto, ma certamente speranzoso di farcela, di imbroccare quella via che inizia con un passo incerto e dubbioso e finisce con il portone di casa.

Pollicino che, ripescando fra i ricordi dell’infanzia ripassa di sfuggita in mente, e oggi si prende il mio tifo (parlando in gergo giovanile-internauta) il mio “pollicino” in su, anche perchè in fin dei conti, tutti prima o poi, in qualche momento, ci si ritrova a essere un po’ Pollicini. 🙂

Una manciata di marionette

Al corso di clownterapia, un paio di settimane fa, ci avevano chiesto di crearci un personaggio mediatore con degli oggetti che avevamo in casa, per vedere cosa tiravamo fuori ed eventualmente, poterlo poi usare con i bambini in ospedale. Io ho creato queste cinque micro marionette, l’idea non è originale mia, nel senso che l’avevo già vista, ma ho cambiato i personaggi e ho cercato di crearli abbastanza generici in modo che possano adattarsi a varie storie, a diverse fabulazioni.

Così, se volete, potete crearvi i vostri personaggi preferiti per raccontare le favole ai vostri bambini.

Occorrente:

– Un vecchio guanto

– fili di lana colorati

– fili di cotone colorati

– pezzettini di stoffa

– ago per cucito

Preparazione:

Si prende il guanto e a proprio piacimento si creano dei personaggi cucendo sulle estremità i fili di lana per i capelli, i pezzettini di stoffa per cappelli, mantelle, orecchie di animali e quant’altro, e con i fili di cotone si fanno dei pallini per gli occhi e la bocca.

Allego le foto della mia manciata di marionettine:

Il guanto intero:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa può essere una nonna, una strega, una maga…

Questo può essere un gatto, un puma, ma anche un animale qualsiasi tipo un lupo ecc…basta giocare di fantasia

Questa può essere una bambina, una principessa, Raffaella Carrà…quello che vi pare

Questo, invece, può essere un nonno, un cacciatore,  un baronetto…anche qui spaziate con quello che desiderate

E infine questo è un po’ un jolly, nel senso che con questi capelli colorati può permettersi di esser tutto: uno stregone, un clown, un punk, un cantante…

Che altro aggiungere, buone creazioni “favolose” e buon divertimento! 🙂