Osservazioni

Mi è sempre piaciuto guardare, osservare e, forse anche grazie a questo diletto, generalmente, riesco anche ad avere una buona memoria fotografica o farmi rimanere impresse delle immagini. E’ bello poter sostare sulle cose, coglierne i dettagli, non fermarsi a uno sguardo sommario o superficiale. Dietro a quest’attività ci sta, probabilmente, la curiosità, il piacere di scoprire cose, di farsi stupire dalla bellezza, dall’originalità, dai movimenti o dalla staticità, dalle peculiarità, dalla grazia di ciò che si osserva.

Qualche giorno fa mi è capitato di guardare delle formiche che scorrono, a volte, sul muro esterno di casa formando una linea verticale (non continua), lungo la quale questi piccoli esserini procedono per sensi inversi. A una prima occhiata uno potrebbe dire “ok, sono semplicemente delle formiche che camminano su un muro”, se, invece, si guardano un po’ più da vicino, e ci si dedica qualche secondo in più, è piacevole vederle indaffarate, prese nei loro gesti, nei loro rituali. E’, infatti, cosa diffusa per le formiche (o almeno quelle che si muovono nel mio muro :)) di toccarsi con le antenne, come una specie di saluto quando si incontrano venendo da direzioni opposte. Per far capire, si comportano come se due persone si dessero entrambe le mani: si scuotono le antenne, ma non sembra con fare arrogante, della serie “cavati che devo passare io” o “mi stai intralciando, non lo vedi che c’ho da fa’?”, è proprio come un cordiale saluto, o, almeno, a  me fa piacere vederlo da questo punto di vista. E’ come se le formiche si dicessero “ah vai lassù? Io provengo da lì, buon cammino e buone cose, ciao”, oppure, “eh beh, in salita è un po’ faticoso, di sicuro si fa meglio in discesa, ma forza eh, abbi cura di te, ciao!” 🙂

Questa storia delle formiche è solo per fare un esempio; spesso, infatti, se osservassimo con più attenzione, con meno fretta, con più calma si coglierebbero molte cose: si vedrebbero nuovi aspetti, i dettagli, le sfumature, si potrebbero trovare elementi che vanno oltre l’ordinario, e che spesso diamo per scontati; si riscoprirebbe, inoltre, il senso della sorpresa, della scoperta, del fatto che finchè si sta su questo mondo, c’è sempre qualcosa da imparare e da conoscere. Insomma, osservare è un’attività che lascia sempre qualcosa, oltre che donare anche pace e relax.

Ho fatto delle foto alle formiche in questione (forse ledendo un po’ la loro privacy 😉 )…anche se temo che le immagini non rendano bene il saluto che si fanno!

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