rESTA TEnero il ricordo :)

In questi giorni (dove poco prima, dove poco dopo) sono finite le scuole, e ci sono ragazzi felici per l’arrivo delle vacanze estive e ragazzi in preda a crisi e ansie per l’arrivo degli esami (ho particolarmente nel cuore quelli che devono sostenere la maturità…a me creò un patema d’animo…peggio della tesi!) e riaffiorano i ricordi legati a questi attimi, a certe sensazioni che era bello sentire, e forse anche un briciolino di nostalgia che, a volte, li accompagna.

Com’erano ganzi quei momenti e quello che si sentiva negli ultimi giorni di scuola, gli istanti finali prima della campanella che decretava concluso un anno scolastico, quando ti rendevi conto che si apriva davanti a te il periodo delle vacanze… Sono sensazioni che vivi solo fino alle scuole superiori (diciamo fino al quarto, visto che in quinto prima di assaporare l’estate c’è tutto l’iter della maturità assai impegnativa), perchè all’università il sistema è diverso, gli esami incalzano anche nei mesi estivi,  e figuriamoci poi dopo con il lavoro…quindi sono emozioni che si vivono per una manciata di anni e che non si riprovano più, ma il ricordo del loro sapore rimane per sempre.

Quando si cresce, infatti, non è più come prima, e laddove si senta dire “la scuola sta per finire o è finita” non essendo una cosa che riguarda direttamente, le sensazioni non sono più le stesse, in ogni caso vedere i ragazzi che trascorrono questi momenti fa ripensare di immediato rimando a quanto era bello sentire quel soffio di libertà, quella lunga pausa calda dai banchi, dalle sveglie, dagli orari, dalle interrogazioni…(anche se c’erano i compiti estivi, ovviamente, ma meno pressanti). Quella parola “estate” portava con sé momenti di riposo, uscite durante il giorno, giri al mercato la mattina, gelati, giochi e svago, passeggiate serali, chiacchiere, campeggi, a volte vacanze, e anche un certo alone di mistero, una speranza che potesse succedere chissà cosa, che ogni anno si portava con sé, come se potesse avere qualcosa di magico.

Poi per carità, non tutte le estati sono state leggere o magiche, anzi ci sono state anche di particolarmente bollenti, come per esempio quella fra la seconda e la terza media dove per non perdere l’anno a causa dei mesi di assenza da scuola perchè malata, mi dovetti sorbire il caldo naturale (ma quello è nel suo periodo ed è anche un piacere 🙂 ), il peso delle materie da studiare per poter fare l’esame con il successivo esame di riparazione e le terapie…però andò tutto bene e questo è l’importante. Alla fine quando gli ostacoli sono superati, si sente che un po’ di fatica provata faccia apprezzare le cose ancora di più, anche se lì per lì, al momento non è sempre facile.

Per quanto riguarda il periodo del rientro a scuola, (che dichiara tacitamente terminata l’estate seppure  manchino pochi giorni all’arrivo dell’autunno vero e proprio), invece, rimane per me ancora un momento che scandisce il tempo, il susseguirsi delle stagioni. Forse il tutto è aiutato anche dal fatto che, più o meno, questo evento coincide con la festa del paese che viene fatta appena qualche giorno prima dell’inizio delle scuole, e pertanto ogni volta mi resta il senso che quei giorni di festa facciano da campanello di allarme a chi si deve render conto che sta per cominciare un nuovo anno scolastico e, oltre a lanciare questo segnale, quei giorni, si portano via l’estate per tutti, che andrà a riposarsi per un po’ di mesi prima di ritornare calda e briosa nelle nostre vite.

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Tradizioni di una volta – La notte di S. Giovanni, solstizio d’estate

La notte del solstizio d’estate e la giornata del 24 giugno, festa in cui viene celebrato S. Giovanni, sono fin da tempi remoti, e in varie culture, non solo in quella cristiana, momenti caratterizzati dalle più svariate tradizioni che hanno spesso origine dal rapporto uomo-natura. Sono molti, infatti, i riti e le abitudini legate al ciclo naturale, come tagliare il grano, togliere l’aglio dalla terra, preparare il nocino ecc ecc, e il raccolto e la produzione fatti in questo giorno si dice che risentirebbero di alcuni benefici.

Se siete curiosi di approfondire l’argomento anche su internet si trovano un sacco di informazioni e di curiosità sulle tradizioni che sono state via via create (alcune abbandonate, altre riprese) per questa festa.

(Come ha ricordato stamani il nostro parroco, S. Giovanni è l’unico Santo che viene celebrato nel giorno della nascita e non della morte, come di solito avviene per i Santi, dei quali si festeggia il passaggio alla vita eterna, perchè la sua vita e la sua predicazione sono state importanti, preparatorie e collaborative per la venuta di Gesù e anche perchè la sua nascita rappresenta un miracolo e la presenza di Dio, in quanto i genitori erano molto anziani quando lo hanno avuto).

Una delle tradizioni contadine fatte per la notte di S. Giovanni, prevede la preparazione di un’acqua profumata. In casa mia è stata tramandata dalla nonna (quest’anno glieli abbiamo portati noi i petali). Su internet ho letto che è una tradizione umbra, lei, infatti, è nata lì, ma ho visto che bene o male è diffusa anche in altre zone dell’Italia. Per preparare l’acqua profumata si devono cogliere petali, fiori ed erbe aromatiche di varie piante (più varietà sono, meglio è e più profumata sarà l’acqua).

Ieri volevo andare a cogliere io i fiori, ma la mamma mi ha preceduto e li aveva già procurati il pomeriggio prima. Ha preso dei petali di rosa, di ginestra, di gelsomino, dei ramettini di lavanda e di rosmarino, foglie di basilico e di salvia, e altri fiorellini. Questi petali vanno messi in una bacinella e si aggiunge dell’acqua. Poi si lascia la bacinella con i petali in infusione per tutta la notte (del 23) in terrazza, sotto alla luna e alla rugiada mattutina che “caricano” l’acqua della loro energia e permettono la trasmissione delle loro proprietà, di quelle dei fiori e la relativa acquisizione del profumo.

La tradizione prevede che la mattina si prenda quest’acqua e la si offra anche alle persone care. Si usa per bagnarsi (in casa nostra ognuno prende una parte di acqua per bagnare più volte il viso), ma volendo si può usare anche per lavarsi interamente, basterà mettere una quantità di acqua maggiore.

Non so bene per quale motivo si faccia quest’acqua (che ha un profumo molto gradevole e lascia la pelle liscia), ho cercato su internet e ho trovato notizie che dicevano che quest’acqua si preparasse per ricevere buoni auspici di felicità, amore e come una specie di portafortuna. Inoltre S. Giovanni, in quanto battezzatore, aveva un rapporto privilegiato con l’acqua, con la purificazione del corpo e dello spirito, quindi è probabile che questo rito richiami anche questo senso di rinascita, di rinnovamento, che si unisce anche alla nuova stagione, all’estate, che entra appena tre giorni prima. Quindi c’è una commistione tra sacro e profano, tra spirito e carne, tra natura e uomo, tutti facenti parte del medesimo universo, della stessa sostanza.

Ecco la foto della nostra bacinella, e voi conoscete l’acqua profumata di S. Giovanni? L’avete preparata ieri notte? 🙂

Frascafresca