Cappellino con pon pon e istruzioni ;)

Durante le vacanze di Natale fra i regali che abbiamo ricevuto c’è stato il nostro primo nipotino in carne e ossa (che ganzo e che bellezza! :)) e in qualità di zia mi sono dilettata a preparare delle cosine per il suo arrivo (qualche bavaglino ricamato e due cappellini, di cui uno, ahimè, fatto troppo piccolo…ma fare le cose su misura prima di sapere le reali dimensioni di una creatura appena nata, non è cosa molto facile, così ho dovuto fare un po’ a occhio, e infatti non c’ho preso! 😀 E poi, tutto sommato non si dice che smagliando si impara, no? 🙂 )

Ora, capisco che il modello che vi propongo è un po’ fuori periodo, in quanto come potrete vedere dalle immagini, è un cappellino da Babbo Natale (dato che sapevo che sarebbe nato in quel periodo) ma cambiando i colori si può benissimo fare un cappellino di altro genere.

Allora per fare questo cappellino ho avuto bisogno di: – ferri numero cinque, un uncinetto, due anelli di cartone (per il pon pon) e ovviamente della lana bianca e rossa.

Ho avviato con il bianco 44 maglie (ovviamente se volete farlo per teste più grandi aumentate il numero di maglie, questo è per un bambino appena nato), lavorandole tutte dal dritto.

Purtroppo non ricordo quanti giri ho fatto, ricontandoli dalle foto mi sembra non più di 9-10. A questo punto cambiate colore, iniziando a lavorare con il rosso. (Per questo cappellino non ho fatto diminuzioni, ho lavorato sempre 44 maglie, probabilmente, però, se iniziate a diminuire qualche maglia, almeno negli ultimi giri, il cappellino prende una forma diversa, che va stringendo verso l’alto, e che fa meno ingombro in punta quando lo chiudete).

uno

Proseguite per una quarantina di ferri e alla fine chiudete il lavoro che dovrebbe risultare così:

dueAdesso, aiutandovi con un uncinetto, passate un filo rosso in fondo (nella parte rossa) del vostro lavoro che servirà poi per tirare e far arricciare la cima del cappellino.

treUna volta infilato tutto il filo, tiratelo e fate arricciare la punta, che poi fisserete aiutandovi con l’ago o con l’uncinetto.

quattro cinque

Poi, sempre con il filo rosso, iniziate a cucire le due estremità per unire il cappellino…E qui, potreste dire “perchè non hai usato i ferri circolari?” e io vi risponderei “eh, perchè purtroppo non li so usare, ma facendo la maglia normale e una cucitura si rimedia anche a questo :D”sei

A questo punto preparate un pon pon facendo così: prendete due anelli (delle dimensioni che preferite) fatti con il cartoncino e uniteli. Poi iniziate a ricoprirli con il filo, facendolo uscire e rientrare dal foro (che è bene non sia troppo grande) centrale, come notate dall’immagine:

sette

Quando avete ricoperto tutta la superficie degli anelli, tagliate i fili con le forbici, passandole fra un anello e un altro come illustra l’immagine seguente:

ottoAllentate i due anelli e legate un filo ben stretto intorno ai fili bianchi del centro, lasc

iando le estremità un po’ lunghe perchè vi serviranno, poi, per fissarle sulla cima del cappellino.

nove dieci

 

Sfilate gli anelli di cartone ed otterrete un bellissimo e soffice pon pon, che poi cucirete sulla sommità del cappellino e ta daaaaan! Il cappellino finito risulterà (più o meno) come questo!

undici

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Cappellino a maglia (o berretto che dir si voglia) tutto colorato fai da te…

Se vi va tenetevi pronti che sto preparando un articoletto su come realizzare un cappellino per l’inverno e per il freddo che è arrivato tutto tempestato di colori come piace a me! Spero di riuscire a ricostruire un po’ di passaggi, visto che mi sono dimenticata di fotografare le varie fasi mentre lo facevo. Intanto metto la foto dell’opera finita, confidando che riesca con dei campioncini lavorati per l’occasione a spiegare come procedere nella lavorazione…

Senza nome-True Color-01

A presto! 🙂

E’ tempo d’inverno…è tempo di coprirsi!

Durante l’inverno, si sa, con il freddo c’è bisogno di aggiungere ulteriori strati sul nostro corpo per ripararci dalle sferzate del gelo. E così, come a volte succede in questa stagione, prendo i miei ferri e i miei gomitoli e provo a tirarci fuori qualcosa che possa servire a tale scopo. Il bello è, come ho già raccontato in un vecchio articolo, creare qualcosa con le proprie mani, vedere che dei rotolini di filo cambiano sembianze e si trasformano in qualche altra cosa.

Per ora, in questi mesi invernali, mi sono data agli scaldacolli, (in un prossimo articolo, parlerò di come li ho lavorati) e in fase di realizzazione c’è la sciarpa dei miei sogni, come la desideravo da un sacco di tempo: ovvero tutta colorata, una sciarpa arcobalenata praticamente! 😀

Ho a disposizione undici-dodici gomitoli di colori diversi da abbinare fra di loro in strisce. Non appena sarà terminata allegherò la foto, intanto ecco la materia prima! 🙂P1110077

Per chi desidera imparare a lavorare a maglia (premetto che io non so fare molto) ci sono anche molti video su Youtube, io mi sono ripromessa che devo imparare a fare anche cose più difficili rispetto alle sciarpe…ma per ora accontentiamoci! 🙂

E come promesso ecco le foto della sciarpa finita:

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Sgomitolando

L’altro ieri ho visto in tv la pubblicità della prima uscita di un fascicolo di maglia, e siccome queste cose su di me fanno presa, come ho fatto altre volte, non ho resistito e l’ho comprato. Così ho avuto in regalo il quarto o quinto paio di ferri :D, che regalano quasi sempre con il primo numero, e due gomitoli di lana, uno dei quali davvero bellino. Chissà che cosa ci si potrà ricavare? All’interno danno lo spunto per una sciarpa, ma non penso che per come sono i miei gusti (sciarpe quasi chilometriche da avvolgere con diversi giri intorno al collo) basterà questo solo gomitolo. Sicchè non sapendo se riesco a ritrovarne, poi, altri in vendita uguali, devo pensare a un’altra realizzazione…forse uno scaldacollo, vediamo via. Tanto per ora non inizio, aspetto quando torna il fresco.

Maglia magia

Come succede a volte durante l’autunno e l’inverno, mi ritrovo a prendere i ferri di metallo freddo che contrastano con il calore e la morbidezza dei gomitoli, e cerco di tirar fuori qualcosa da quelle palline di colori e filati diversi, da quei lunghi e longilinei fili apparentemente senza una forma, ma che poi con un po’ di lavoro e creatività diventano oggetti, indumenti pronti a riparare dal gelo dei rigidi mesi invernali.

Non sono molto brava a fare la maglia, per esempio non riesco a fare ancora aumenti o diminuzioni, perciò mi dedico a progetti, come dire, dritti, dove posso usare e finire il lavoro con lo stesso numero di maglie con cui ho iniziato. La mia “specialità”, perciò, sono le sciarpe e nel corso degli anni ne ho preparate alcune. Ogni tanto, mi metto giù e sferruzzando ne preparo una, usando magari uno stile diverso, o dei colori differenti rispetto alle precedenti. L’anno scorso di questi tempi stavo lavorando su una da regalare; una sciarpa per me importante, a cui ho dedicato affetto nella preparazione, forse anche più di quello che dedico in quelle che confeziono per me stessa. Nonostante, adesso, questa persona abbia optato per tenermi fuori dalla sua vita, spero che quella piccola striscia fatta di tante minuscole maglie intrecciate, di tempo e pensiero dedicato alla lavorazione e alla successiva gioia del poter regalare il prodotto finito, di soddisfazione nel sapere il ruolo che avrebbe svolto, cioè riparare e avvolgere morbidamente, possa continuare a offrirgli un po’ di calore e di quell’affetto che hanno accompagnato il processo di creazione prima e, poi,  l’idea che diventasse un dono.

La maglia è ganza, è qualcosa che rilassa e regala soddisfazioni. Non a caso molte star stressate di Holliwood si danno ai circoli di maglia e lo trovano un passatempo che ridona a loro calma ed equilibrio. Per quanto mi riguarda, non sono il genio dei gomitoli, ma mi diverte e mi piace. Il bello è seguire il processo: scegliere i colori, i tipi di maglia da usare (anche se spesso opto per il semplice dritto), lavorare quei fili lunghi e assistere alla trasformazione, da piccole palline a quello che si riesce a tirare fuori. E con un po’ di pazienza e di lavoro accurato, passando di ferro in ferro si vede crescere il proprio progetto, fino alla fine quando è pronto e finito, e come una lenta metamorfosi, una magia…puff i gomitoli hanno preso una nuova forma, pronta per essere utilizzata in qualche modo. Le cose fatte a mano hanno un loro fascino, e sia che si tengano per noi, sia che si regalino a qualcuno hanno un valore aggiunto, quello del tempo dedicato, delle idee, della fantasia, dell’accuratezza prestata nel fare il tutto, e così anche dei piccoli oggetti si caricano di qualcosa di più grande, di più profondo…e anche questo è bello! E poi, la maglia è una cosa che dà soddisfazione, perchè si vede, si tocca la nostra creazione e si apprezza quello che si è riuscito a preparare con le proprie mani e le proprie forze, e questa è una bella sensazione, o almeno, a me piace!

Se non l’avete provato, sperimentatelo anche voi, la maglia ha un sacco di aspetti positivi! Buone sferruzzate a tutti! 🙂