Strade poco dolci: le “salite”

Questa mattina filosofeggiavo fra me e me, e mi sono messa a pensare che nella vita, a volte, le preoccupazioni, le ansie o le paure, le incertezze per le situazioni difficili che ci troviamo a vivere, a incontrare lungo il percorso nel nostro presente, o che ci aspettano per il futuro, ci paralizzano, ci bloccano, ci tolgono energie, speranze, vitalità. Se, infatti, ci concentriamo troppo sull’ostacolo da superare, e ne sentiamo addosso il peso in modo costante la situazione e la difficoltà sembra sempre più dura.

Così, mi è venuta in mente una mia azione semplice, ma che può diventare una metafora calzante per questo tema…

Spesso, la mattina, per andare a lavorare, lascio la macchina in un parcheggino, e poi mi aspetta una strada con una forte pendenza, una salita non molto lunga, ma piuttosto ripida, da fare a piedi. Così, ogni volta che mi ci avvicino mi mette un po’ di angoscia, ma il trucco che trovo per farla pesare meno è affrontarla con lo sguardo rivolto in basso, verso i miei piedi, o di lato, verso il bel panorama che fa da cornice. In questo modo, camminando con la mia andatura, passo dopo passo arrivo in cima, e non mi sono preoccupata più di tanto della salita da percorrere, non mi sono data l’ansia del “quanto mancherà” o dell’ “oh mammina quanta ce n’è ancora” per tutta la strada.

Così, come nella strada ripida, anche nella vita, sarebbe bello riuscire ad affrontare le difficoltà, i periodi meno sereni con l’atteggiamento de “lo sguardo rivolto altrove su per la salita”. Questo non vuol dire camminare a testa bassa, essere passivi nei confronti della vita e delle difficoltà, tutt’altro, infatti come nella salita lo sguardo è comunque attento e coglie quello che ci circonda, i piedi, i muscoli, il cuore, i polmoni lavorano e sanno quello che devono fare, tengono il loro ritmo e piano piano arrivano alla fine della salita. Allo stesso modo nella vita il non lasciarsi sopraffare dalle preoccupazioni e dalle paure dei periodi poco semplici, è un aiutarsi ad affrontare le difficoltà con lo spirito giusto, con un approccio più positivo, evitando che queste si prendano troppo del nostro tempo, delle nostre energie, del nostro meglio, troppo di noi.

Il cammino reale o metaforico ci riserva tante cose, esperienze, sorprese, alcune belle, altre meno, ci sono spianate e salite, ci sono percorsi in cui si procede a passo svelto e agevole, altri in cui si deve faticare di più e l’andatura si rallenta per lo sforzo, ma l’importante è non pensare troppo alla salita e lasciare che la forza nei piedi, la speranza nella mente e nel cuore, il sorriso sulla bocca e il panorama, il mondo che ci circonda, negli occhi ci accompagnino.

Un passo dopo l’altro la salita prima o poi giunge al termine, non pensarci troppo, volgi il tuo sguardo altrove e speranzoso cammina! 😉

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