Cronaca di un piatto di pasta al pesto

Pensiamo mai, alle origini e a quali storie abbiano da raccontarci i cibi che ci ritroviamo al supermercato, e di conseguenza nel piatto? La risposta, senza troppa supponenza, penso sia molto spesso negativa.

Ebbene, oggi vi racconterò il percorso di un vasetto di pesto, ma non un pesto che trovate normalmente negli scaffali del supermercato, fatto dozzinalmente, senza tante cure e in modo snaturato… il pesto in questione, è fatto con ingredienti di qualità, con un basilico biologico e, diciamo a kilometro zero, seguito in tutta la filiera, ma anche con olio di oliva delle zone, e soprattutto con ingredienti “immateriali” che contribuiscono all’ottima resa finale.  Infatti, il suddetto pesto è stato miscelato con amicizia, allegria, felicità, affetto amicale e familiare, ricordi, eventi importanti e gesti quotidiani.

Cercherò di spiegarmi meglio: il basilico con cui è stato fatto questo pesto durante la scorsa estate, ha una lunga storia alle spalle che inizia almeno un anno prima: infatti, il basilico che è cresciuto nella sua piantina quest’estate, l’anno scorso non era altro che una manciata di piccoli semini neri, racchiusi dentro a un barattolino di materiale organico.  Questo barattolino e il suo frazionato, piccolo, contenuto era l’originale bomboniera del matrimonio di una cara amica, da cui ho avuto l’onore e la gratitudine di esser scelta anche come testimone.

bomboniere

(l’immagine delle bomboniere è stata gentilemente presa in prestito dagli scatti impeccabili fatti da Panelibrienuvole 🙂 )

Aprendo l’involucro, una volta tornata a casa, però, ho visto che il periodo consigliato per la semina era passato, così ho preferito aspettare il momento più opportuno.

Così, una volta arrivata la stagione indicata, ho preso il vasetto, i semi e la compressa di terriccio, ed ho proceduto alla semina del famoso basilico…

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Inizialmente, dopo pochi giorni, si sono affacciati dalla terra dei timidi germogli verdi brillanti, poi, non so bene per quale motivo, alcuni si sono afflosciati su loro stessi, e di conseguenza seccati, per fortuna la lungimiranza del babbo mi aveva fatto dividere in due parti i semini (che erano abbastanza da poterne fare due gruppetti) e quelli piantati in un vaso più grande, anche se con un po’ di stenti, sono riusciti a crescere in alcune piantine (poi trapiantate nell’orto).

Le piccole piante, bagnate dal sole e dall’acqua, una volta raggiunto il loro splendore massimo, ovvero in piena estate, sono state colte dal babbo, e trasformate in un buonissimo pesto fatto appositamente per me senza formaggio, dalle sapienti mani della mamma (una delle quali immortalata a trabocchetto nella foto sottostante :D).

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Non so con precisione le dosi, perchè non ho potuto seguire la preparazione della ricetta passo passo, dato che ero a lavoro, ma  una volta tornata a pranzo a casa ho trovato un gustosissimo piatto con un pesto che possiamo, se volete, anche definire vegano, in quanto non conteneva formaggio, ma, secondo me, senza andare a scapito della bontà. Inoltre, pensando a tutto il percorso e al trascorso che c’è stato alle spalle di quello specifico piatto di pasta al pesto, il sapore è arricchito notevolmente anche da tutta la sua ricca e bella storia, iniziata molti mesi prima e che ha interessato tanti aspetti e coinvolto una marea di cose e persone.

Gli ingredienti (senza dosi) per una pasta al pesto simile sono:

  • foglie fresche di basilico,
  • patate lesse
  • un cubetto di ghiaccio (dicono serva a non far annerire il composto)
  • sale grosso
  • fagiolini lessi
  • pinoli
  • olio di oliva
  • più tanti altri ingredienti immateriali che ho precedentemente citato nel racconto 🙂

Frullare con un mixer o tritatutto gli ingredienti fino a renderli una crema vellutata e omogenea. Condire, poi, la pasta calda appena scolata dall’acqua di cottura, ed ecco un buon (in tutti i sensi) piatto di pasta al pesto

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Gustatevi tutto il sapore delle cose buone, che fanno bene al fisico e al cuore!

Buon appetito! 🙂

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