2015 / 2016

Niente via, evidentemente è qualcosa di inevitabile. Una sensazione che scatta automaticamente quando si avvicina la fine di un anno e l’inizio di uno nuovo. È una cosa non ben defibile, vuoi perché è un insieme d’ingredienti, vuoi perché si apre all’incognito, vuoi perché lascia qualcosa alle spalle: una manciata di attimi, di giorni e ricordi che, nel bene e nel male, non torneranno piú, vuoi perché, anche se la regola vale per ogni attimo, questo é il momento in cui, volenti o nolenti, è più comune fare i conti con quest’idea.

La sensazione è quella di stare in quel limbo un po’malinconico, un po’ nebuloso dove ci si rirova immersi e lì per lì, forse, anche leggermente frastornati. Questo momento, anche quando trascorso nei più felici o allegri contesti non riesce a lasciarmi un sapore totalmente dolce addosso, non so propriamente il perché, ma forse va bene anche cosí: sentire le sfumature, gli aromi, gli accostamenti ed i retrogusti, distinguere, soffermarsi, considarare, fermentare, accogliere, ascoltare.

L’anno che domani si conclude lo ricorderò per tante cose. In particolare è stato un anno molto denso di appuntamenti, eventi, cose da fare, tempo pieno, e pochissimo libero, almeno in alcuni mesi, che mi ha fatto a volte sentire il fiato corto e affannato, ma a parte questo ho avuto anche delle belle soddisfazioni. È stato di sicuro l’anno più prolifico di matrimoni a cui sia stata invitata e dell’esser scelta in ben due come testimone.

È stato anche il tempo in cui c’è stato il momento di dover salutare qualcuno che si è incamminato nel secondo tempo del viaggio, ma anche se è stato triste, sono grata per i momenti passati insieme, e spero che ci sia un altro tempo in cui ci sarà data occasione di ritrovarsi, tutti insieme.

È stato un anno di conferme di chi c’è, di momenti ed esperienze condivisi, ma anche di momenti ed esperienze vissuti in privato, momenti ritagliati, che fanno tutti bene. Ci sono stati corsi, idee da portare avanti e da forgiare e c’è la volontà, come sempre, di non smettere di crescere e di migliorarsi.

C’è stato anche tempo per le risate, essere chiamata “zia” per la prima volta, le canzoni, il lato un po’ironico e giocoso che cerco di applicare nel vivere quotidiano, tante cose e piccoli-grandi dettagli che hanno riempito le ore di trecentosessantaquattro giorni (l’ultimo deve ancora passare).

Come al solito, lascio la malinconia, i miei dubbi e i pensieri un po’ in bilico, lascio all’anno, e alla vita che viene le sorprese e il dipanamento della matassa, lascio al mio cuore la speranza di vivere al meglio i momenti che verranno e la tenera custodia di quelli passati, e lascio un ringraziamento alla vita e a chi la concede e permette: grazie per questo anno appena trascorso, è stato bello esserci vissuti e attraversati.

A tutti un Buon Anno pieno di attimi gioiosi e di bene nelle sue molteplici sfaccettature: che la felicità vi invada! 🙂

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