Panta rei… tutto scorre

Tutto scorre, dicevano i filosofi, tutto si modifica, magari anche impercettibilmente, ma si trasforma, è la natura delle cose, è la natura del mondo. Non si sfugge, si può solo scorrere, magari con fluidità, senza troppe resistenze o rigidità, che rendono il tutto più difficoltoso.

E se anche ce lo volessimo dimenticare per un po’ , non si può, non è possibile non farci i conti, il cambiamento è qualcosa con cui ci incontriamo, e talvolta scontriamo, in un modo o in un altro, costantemente. Che questa sia la “regola” ce lo cantano anche nelle canzoni, Jovanotti ci dice che “niente resta per sempre nel tempo uguale (e meno male)” , un altro gruppo che attualmente non si sente più in giro, Il Nucleo (esempio lampante del fatto che tutto scorre), invece, musicava tali parole: “cambiano le cose tutto intorno a te, ogni giorno che c’è, cambiano le stelle, cambiano con me, ogni notte che c’è“, solo per citarne alcune, ma sono infinite le produzioni in poesia, in musica o in qualunque altra arte che trattano questa tematica.

Come si affronta tutto questo? Come si fa a non farsi travolgere dalla corrente, dai fiumi in piena degli eventi e del tempo che non solo agiscono su di noi, ma contemporaneamente sugli altri, sull’ambiente, sulla storia, sulle cose, su tutto il resto? A volte è difficile adattarsi ai cambiamenti, accettarli e modellarsi a loro, altre è più semplice, o comunque, anche se implicano difficolta, perchè scorrere, forse, non è mai facile, hanno un risvolto della medaglia che sembra essere più lucente di quello che vediamo all’inizio. Probabilmente non c’è un segreto o un modo migliore per vivere meglio il continuo cambiamento della vita, a volte lasciarsi un po’ di preoccupazioni o ansie alle spalle, può essere però l’atteggiamento migliore: mettersi lì a pensare come poter scalare tutta una montagna, spesso, dà più pensiero e sembra un compito molto più oneroso che iniziare piano piano ad arrampicarsi e fermarsi ogni tanto per poi proseguire oltre. Scorrere, forse, vuol dire questo: non fare l’incosciente e buttarsi senza essersi accertato di saper nuotare, ma entrare nell’acqua e piano piano imparare a fidarsi un po’ delle proprie capacità natatorie e un po’ anche del flusso d’acqua che ci spingerà oltre, mantenendo i sensi in all’erta riguardo alle onde anomale, ai pesci grossi o agli scogli appuntiti, ma fondamentalmente, andare avanti senza troppi timori e con fiducia.

Tutto cambia e tutto scorre, ma se non scorresse, la vita sarebbe più piatta, non sarebbe vita, perchè l’acqua stagnante non è mare né fiume, è una palude.

scor

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...