Stufati… ma non di verdure. Quando la cucina non c’entra un fico secco :)

Tra persone non ci si conosce mai bene fino in fondo, e questo è vero, forse un po’ perchè si cambia e ci si evolve in continuazione, e forse anche perchè non si concede del tutto questo privilegio agli altri, e talvolta nemmeno a se stessi, c’è caso…

Una cosa però, con l’andare del tempo, mi risalta o risulta abbastanza chiara: quando qualcuno non ha intenzione o si è stufato di coltivare, di portare avanti un’amicizia, una relazione, una conoscenza, il metodo utilizzato è più o meno sempre lo stesso. Poco importa se sei stato tu il fautore dell’incontro o se l’iniziativa è venuta dalla persona che, poi, invece assalita dal dubbio che regalarti parte del suo tempo sia un’immane sciocchezza, vuole sbolognare la tua presenza, considerata poi ingombrante, dalla propria esistenza.

Quello che in un certo senso colpisce è lo svolgersi similare degli eventi e la mancanza di originalità, o semplicemente di onestà; perchè non viene mai detto chiaramente che non uno non è più interessante, benvoluto ai loro occhi, troppa grazia, no, ci si deve arrivare da soli, ma il sistema utilizzato è po’ come un copione trito e ritrito. Si inizia con un allentamento, il tenersi in contatto diventa sempre più rado, però quasi trascinandosi un bagaglio appresso, una sorta di “giustificazione”. Ci vengono date, infatti, delle motivazioni (es. il buco nell’ozono, il lavoro stressante in Polinesia, le unghie incarnite, le batterie scariche e allergiche alla corrente, i piccioni viaggiatori in ferie ecc.)  che lì per lì, se non si è già avvezzi a tale canovaccio, si interpretano come una forma di gentilezza e di rispetto nei propri confronti, cosa che poi porterà, inevitabilmente, a prendere abbagli, granchi, e qualsiasi altro tipo di crostaceo luminescente! 🙂  Oppure, se costoro si fanno comunque sentire, inizieranno in un certo modo ad affibbiarci delle responsabilità, ovvero che, sì è bello sentirsi, mantenere un certo legame, però noi siamo un po’ troppo presenti con i due messaggi a settimana, oppure che in passato loro non sono stati abituati ad avere contatti così frequenti con la tipologia di persona che si rappresenta per loro (amico/a, fidanzato/a, conoscente/e ecc.). E ciò, concedetemelo, è un po’ una carognata, perchè queste parole fanno da tarlo, si insinuano nella mente e fanno sorgere dubbi o paranoie sul proprio comportamento, che in fin dei conti, sembrava naturale e ben accetto anche dagli interlocutori prima di quel momento in cui lo fanno presente, facendolo, talvolta, pure pesare. State certi che se qualcuno tiene a voi e al vostro legame, qualunque esso sia, non vi farà mai gravare il fatto che lo state contattando troppo, nenche se lo chiamaste o whatsappaste alle 3:21 di notte, e anche questo è assodato.

Ebbene, non sono di certo un’espertona delle relazioni interpersonali, ma la cosa che mi sento di consigliare, quando si sentono certi discorsi, è quella di non fare il banale errore di dire o pensare che gli altri ci rispettino e che siano gentili a parlare di certe cose, fornendo le motivazioni che tentano di tappare i buchi e le voragini che iniziano a lasciare nel modo di relazionarsi. Quelle non sono nient’altro che scuse, e manco fatte tanto bene, di ciò che queste persone non sono in grado di affrontare: la realtà dei fatti, la responsabilità di prendere una decisione che coinvolga loro stessi ed altre persone.

Alla fine, non è che si pretenda di essere intramontabili od onnipresenti nella vita di qualcun’altro, però quando non si è più desiderati, sarebbe carino, o quantomeno cortese, avere uno straccetto di buona uscita, un semplice biglietto di ritorno, invece che un rimpallamento di parole, poco funzionali, poco oneste e che non fanno bene né a chi le pronuncia né a chi le ascolta. Ma si sa, la comunicazione vera è una delle cose più complesse, e le relazioni umane altrettato. Mi ricordo che Lorenzo Cherubini in un suo libro scriveva che per rendere bene la similitudine della parola “difficile” si potrebbe usare la frase ” è difficile come una relazione umana”; e sarà che a me piace il suo modo di pensare, ma non penso che abbia tutti i torti! 😉

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...