“Parla come mangi”… Ah, non avevo capito che mangiavi etnico, e pure male! :D

Ebbene sì, noi italiani siamo un popolo a cui piace fare gli estrosi: le cose strane e straniere ci hanno sempre attirato, l’esotico ci lancia un lazo (forse anche al collo) e ci trascina a sé… E questo lo si vede in tutto: nel modo di fare, nello stile, nell’atteggiamento, nella mentalità, nel mangiare e, ahimè, nel parlare!

Sì, perchè non bastava parlare (e sbiascicare) la nostra lingua, sottoponendola talvolta a dei grandi strazi grammaticali; non bastava usare qua e là qualche termine forbito, magari sciorinato ad arte per dimostrare di esser persone colte o acculturate, no. Da alcuni anni, in aggiunta a questo, si sta insinuando la mania del parlare straniero (che diciamocelo, viene usato come sinonimo dell’ essere figo), soprattutto inglese, o magari, se va bene, mischiando un po’ le due lingue, facendo quindi una specie di Itanglish.

Ho detto se va bene, sì. Perchè spesso l’italiano, la nostra benamata lingua madre, se ne va a farsi benedire (diciamo così), e gli arditi oratori, o meglio scrittori (dato che suddetta abitudine è più frequente nel mondo cibernauta, vuoi forse per un dilagare della tecnologia, di cui manco a dirlo, si prendono tutti i sostantivi e verbi in inglese…giammai tradurli, pena qualche sosta nel girone infernale degli interpreti; vuoi per il sempre più diffuso utilizzo internazionale di hashtag… o non si chiamavano una volta “cancelletti”?!?; vuoi perchè è la tendenza e fa fighi [vedi sopra]) si immergono totalmente nell’uso, talvolta anche smodato ed eccessivo, di frasi straniere-inglesi, e per di più, spesso, neanche corrette.

Ora dico io, (e badate che il mio pulpito è quello di una persona che capisce e apprezza l’importanza delle lingue, usate nei contesti giusti, e che le ha anche studiate, ma che cerca anche di preservare la propria) vorrei conoscere il senso di lasciare sempre di più da parte la nostra bella lingua, per usare gli idiomi di qualcun’altro, e anche in modo sbagliato…

Ovvio, non è che l’errore non sia ammesso, non si tratta nemmeno della nostra lingua madre! Però non capisco il motivo da parte di italiani di comunicare, nel 99,9% dei casi ad altri connazionali, in un codice diverso dal nostro. Cerchiamo forse di fare gli esotici? Ma se bisogna farlo alla carlona, come peraltro già si fa in italiano… tanta fatica per nulla, o tutto fumo e niente arrosto…o al limite giusto due costolette (di sedano…eh oh, sono vegetariana 🙂 ) abbrustolite.

Il guaio è che sempre più l’italiano viene snobbato anche dal linguaggio pubblicitario (che non è gestito  dall’industria del fare mercato, del commercio, ma dal marketing, e dove non si va nel negozio, ma nello store), nel linguaggio colloquiale giovanile (dove non sei un secchione, ma casomai un nerd), nella moda (dove non ti metti un completo, ma un outfit) e in sempre maggiori settori e situazioni.

Non buttiamo via la nostra lingua, andiamone fieri: usiamola, amiamola, coccoliamola, scopriamola, e a volte, strapazziamola pure, ma non dimentichiamola! La parliamo solo in questa nazione, e sarebbe proprio un peccato perderla nel giro di qualche decennio, per adottarne altre parlate altrove. Sarebbe come iniziare a condire la pasta con il ketchup invece di una gustosissima salsa di pomodoro con una foglia di basilico.

Parlate come mangiate…che si mangia tanto bene qui! 😉

spagKetch1

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