Biscotti (alcuni anche un po’ troppo cotti :P) intinti nel cioccolato

Per fare questi biscotti, la ricetta è semplice e veloce, almeno quella base di partenza; poi diciamo che per la copertura con il cioccolato, ci vuole di armarsi di pazienza: tra farlo e aspettare che si rapprenda…insomma, una ricetta che metterà alla prova le vostre abilità culinarie e caratteriali eheheh.

Ingredienti:

– 250 gr di farina

– 1 uovo

– 100 gr di zucchero (ho usato quello di canna)

– 150 gr di margarina (forse ne ho messa anche un po’ meno)

– una bustina di vanillina

– mezza bustina di lievito

– ho aggiunto anche un etto di nocciole grattugiate.

– cioccolato fondente (ne ho sciolto 100 gr, ma non li ho intinti tutti)

Preparazione:

In una terrina mettete l’uovo intero e lo sbattete con lo zucchero e la bustina di vanillina. Poi aggiungete un po’ di farina, e la margarina (fatta sciogliere precedentemente in un tegamino). (Se volete aggiungere anche voi le nocciole grattugiate, versatele adesso). Continuate a versare tutta la farina e mescolate bene. Quando l’impasto diventa abbastanza consistente continuate con le mani. Formate una conchetta e metteteci all’interno la mezza bustina di lievito, e poi continuate a maneggiare l’impasto in modo che si mescoli in maniera omogenea dovunque.

Stendete su un ripiano o una spianatoia il vostro impasto, tagliatelo con degli stampini o con un coltello e poi appoggiate i biscotti su una leccarda (panelibrienuvole docet 😉 ) ricoperta da carta forno e cuocete per una decina di minuti a 180°. A seconda dei forni, può darsi che impieghino anche meno tempo, ogni tanto buttateci un occhio e guardate quando prendono il colore dorato, quello è il momento giusto di toglierli dal forno. (Alcuni dei miei, per esempio, che erano venuti un pochino più bassi, si sono dorati un po’ troppo…vedi foto…ma erano buoni lo stesso! :D)

Una volta cotti, lasciateli freddare.

Nel frattempo sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente e intingetevi, poi,  un pezzo di biscotto per volta…a me il cioccolato è venuto particolarmente denso, quindi quando li tiravo fuori, erano ricoperti da mezzo centimetro di cioccolato. Aiutatevi, pertanto, con un coltello o una spatolina a togliere l’eccesso, (va bene, sì, non sono venuti belli né ordinati lo stesso, ma il sapore è quello che conta no?) anche perchè, ok, il cioccolato è buonissimo e più ce n’è meglio è, ma più alto è lo strato di cioccolato, più tempo ci vorrà a farlo rapprendere…appiccicandosi inevitabilmente agli altri biscotti, alla carta forno, dovunque!

Una volta che li ho intinti li ho riappoggiati sulla carta forno e li ho lasciati dormire lì tutta la notte. La mattina alcuni erano rappresi, altri no…non so, forse esiste un metodo migliore, ma lo devo scoprire…con molta pazienza! 😀

tris bis

Frascafrescauguri!

Wow, sembra ieri di avere inaugurato questo blog, e invece sono già tre anni dalla registrazione, e fra due giorni, saranno tre anni dal primo articolo (piccolo-piccolo) pubblicato. Come si sa, il tempo vola, soprattutto quando si prende in riferimento alle cose piacevoli, come lo è per me Frascafresca.

Ha raggiunto oltre sedicimila visite e una cinquantina di seguaci, così risulta dai contatori che dà wordpress, numeri, per me impensabili e soddisfacenti. Grazie mille a tutti coloro che passano ogni tanto o anche a chi ci si è affacciato una sola volta, in ogni caso ringarzio l’esservi imbattuti in Frascafresca, se poi ci avete trovato qualcosa che vi è rimasto utile o che vi è sembrato interessante, ancora meglio, non posso che esserne contenta, è un modo per condividere cose, pensieri e passioni.

Per la ricorrenza di questi tre anni, ho deciso di cambiare anche un po’ l’aspetto del blog, ci dovrò, forse, fare ancora delle aggiustature, però, spero che possa risultare gradevole…certo ammetto che ero affezionata all’altro, che è stato per tutto questo tempo lo sfondo del blog, però, in tutta onestà c’è da dire che non era il massimo e che anche alcune scritte non risaltavano abbastanza, si leggevano un po’ a fatica. Rimane, comunque, la strisciata dei papaveri, irrinunciabile, su cui da poco ho aggiunto anche la scritta Pashion Blogger, per sottolineare la sfumatura dello scrivere con piacere su cose che mi appassionano, ok, facendo un po’ il verso (ma con simpatia) alla parola fashion blogger, cosa che, ovviamente, non sono affatto.

Allora tanti carissimi auguri Frascafresca, per me prezioso scrigno, e deliziosa compagnia! 🙂

tort

Venerdì del libro – Forza e Coraggio di G. Sintini

Un saluto a tutti e benvenuti al Venerdì del libro, una bella iniziativa creata da Paola, il cui tema, come intuibile dal nome stesso, sono gli amici sfogliabili.

Il libro di cui vi parlo oggi è Forza e Coraggio di Giacomo Sintini, ed è un romanzo autobiografico di un periodo particolare della sua vita.

Forza-e-Coraggio

Giacomo è un ragazzo che gioca a pallavolo in serie A, e ha tutto: una carriera fiorita e promettente, una bella famiglia, un matrimonio felice e una bambina piccola nata da questa relazione. Fa tenerezza venire a conoscenza di come sia nata, sbocciata e cresciuta  la sua storia d’amore. Un giorno, però, Giacomo si accorge di un improvviso dolore sconosciuto e forte che gli provoca fastidi e impedimenti per gli allenamenti. Inizialmente prova con delle fasciature che sembrano contenere il dolore, permettendogli alla bene e meglio di giocare a pallavolo, poi, però il dolore si riacutizza e richiama tutta la sua attenzione e quella dei suoi familiari.

Inizia così a fare una serie di controlli, molti dei quali non danno esiti preoccupanti, ma purtroppo non riescono nemmeno a comprendere la vera natura del problema e a fare una diagnosi, che viene poi fuori durante una visita specialistica: un tumore al sistema linfatico. Quando questa notizia si fa certa e reale, come intuibile, è un duro colpo per lui e per coloro che gli vogliono bene: il tumore è una malattia difficile e porta con sé sofferenze e grandi timori, ovviamente comprensibili. Inizia la cura, che sembra strappare via tutto piano piano: il lavoro, la carriera, la vita sociale, le normali azioni quotidiane, l’energia fisica, l’autonomia, facendo deperire il corpo e sottoponendo questo e lo spirito a indicibile stress e sofferenze. Affrontare la malattia richiede tanta buona volontà, speranza e pazienza, che a volte sembrano esaurirsi, ma che non spariscono mai del tutto.

Giacomo Sintini racconta tutto il suo percorso personale, certamente doloroso, e molto, il dispiacere per la perdita di persone che condividono la stessa sorte e che lungo il cammino, non hanno avuto, purtroppo la stessa grazia di superare il problema. Apre il proprio cuore mettendo sulla carta le emozioni che prova, l’equilibrio a volte messo a rischio con la famiglia, anch’essa protagonista delle sofferenze, ma anche supporto fondamentale, insieme alla fede, per la vita del giocatore. Ci racconta della paura della morte, e come a volte sia stata vista addirittura come una liberazione, del declino del suo corpo atletico a causa delle pesanti cure e degli effetti collaterali, delle speranze che in certi momenti si sono affievolite, per per poi rinvigorirsi, e del raggiungimento, infine, della guarigione e della gioia che questa comporta. Giacomo racconta inoltre, anche dell’associazione di volontariato che ha creato per aiutare i malati oncologici e le strutture che se ne occupano, e dei suoi sacrifici, ripagati dalla felicita e dagli ottimi risultati raggiunti quando è riuscito a riacquisire un buon tono muscolare per tornare in campo, dopo oltre un anno di assenza, niente meno che per la finale dello scudetto 2013, che poi è riuscito a vincere con la sua squadra. Il gioco di squadra si rivela così importante nel percorso della malattia come sul campo.

Un libro tenero, dove il giocatore ci mette al corrente di particolari della sua vita, come se fossimo degli amici, ma anche commovente, ovviamente, per il tema trattato, e a maggior ragione se lo si è anche conosciuto da vicino. Ma è anche un libro gioioso, in cui si è felici di venire a conoscenza di storie di malattie che hanno un lieto fine, di persone che riescono a superarle; si è contenti per la vita che ritorna alla vita, anche se purtroppo, non è una possibilità che ricevono tutti.

Quando si ha l’opportunità di tornare alla vita, di vivere la malattia come un’occasione personale per maturare, ma anche per essere di aiuto ad altri, per creare qualcosa che nasca dalla sofferenza, per rendere tutto il negativo come un polo positivo (e la nascita dell’associazione di Giacomo Sintini ne è un esempio concreto e tangibile) è una delle cose più belle che ci possano essere, e probabilmente va un po’ anche in onore e a memoria di coloro che non hanno potuto vincere la malattia. E’ ricevere una seconda possibilità, che va possibilmente messa a frutto, ancor più della prima.

Un libro di sicuro non leggero, o non particolarmente adatto per rilassarsi, ma le sue pagine dense offrono finestre sul mondo dei tumori e sul vissuto dei malati, permettendo di farsi un’idea sulle loro sensazioni e sulle loro storie, e danno inoltre spunti per conoscenza, riflessione e gratitudine.

I due termini Forza e Coraggio, diventati oltre che il titolo, anche un po’ il motto dell’associazione, comprendono tutta una serie di parole e concetti necessari e importanti per l’animo e il fisico di chi si trova a dover affrontare una battaglia grande come quella di una grave malattia, e possibilmente cercare di vincerla. Una bella testimonianza quella di Giacomo!

Incontri di carta:  Incuriosita dalla sua storia, di cui a sprazzi ne ero venuta a conoscenza su internet, in estate ho visto che una libreria di un paese vicino organizzava la presentazione del libro insieme a Giacomo, e così sono andata. Dopo il suo racconto e la lettura di alcuni brani, ho acquistato la mia copia, che poi, mi sono fatta anche autografare! 🙂

Info: Titolo – Forza e Coraggio; Autore – Giacomo Sintini con Francesca Parravicini; Editore – Mondadori; Pagine – 191; Costo – 16,50 €