Leggere e interpretare i segnali (alias l’importanza di esser lesto)

I segnali, come ben saputo e riconosciuto da tutti gli automobilisti  e dalla motorizzazione civile sono importanti, anzi, fondamentali, anche se, diciamocela tutta, chi è che non ha mai fatto finta di non vedere un divieto di sosta o che non ha imbucato un senso unico contromano? Se non l’avete mai fatto, complimenti davvero, non è cosa da poco!

Insomma i segnali, stavamo parlando di quelli stradali, sono molto utili, anzi, necessari ed è pertanto fondamentale conoscerli e rispettare quello che comunicano. E infatti prima di ricevere la patente per un veicolo andiamo a scuola, dove ce li mostrano, ce li insegnano, insieme a una serie di altre informazioni tipo come funziona un motore e da quali parti è composto…cosa che quasi nessuna donna riuscirà a intendere per bene [forse una su un milione (come cantava Britti, ma non penso che la sua fosse una canzone-ode per una donna meccanico 🙂 ). Tutte le altre (compresa la sottoscritta) al massimo spremendo le loro meningi e sottoponendole a sforzi enormi, spingendo al limite massimo i propri neuroni riusciranno a malapena a incamerare quattro barra cinque informazioni stringate, anzi, più che altro direi nomi in ordine sparso fra cui pistoni – spinterogeno – cavalli (che non sono né gli equini né una griffe di vestiti e accessori) – cilindri (che non sono cappelli da mago…il prestigio qui è già riuscire a ricordarsi queste cose) e…basta, senza per questo intendere:

A) cosa siano

B) dove siano collocati

C) a cosa servano

e questo non perchè le donne abbiano minori capacità cognitive, ma semplicemente perchè non lo ritengono necessario, tanto il motore è una di quelle poche cose per cui quando c’è necessità o qualche problema si rivolgono agli uomini, e semplicemente non vogliono toglier loro anche queste piccole soddisfazioni; praticamente anche dietro a questo si cela l’animo caritatevole delle donne.

E infatti, a parte il motore, i segnali le donne li imparano molto bene e velocemente, tanto è vero che poi anche fare i quiz per prepararsi all’esame di teoria diventa quasi una cosa divertente, e riescono a incassare pochi errori, raramente fuori budget-promozione.

Quando però non si tratta dei segnali stradali, come se la passano uomini e donne? Beh, qui l’argomento diventa più ostico, anche perchè è più difficile capirli e interpretarli, e non esiste nemmeno una scuola che aiuti a impararli o che dia un minimo di infarinatura…niente, pertanto vengono riconosciuti, decodificati e appresi (ma non è detto sempre, a volte sono necessari più ripassi, o diversi giri, stile trottola, alle rotonde) di man in mano che si incontrano e si affrontano.

A volte sono utili gli esempi e i resoconti degli altri, ma anche in questo caso non sempre, altre volte, invece, il paragone e le somiglianze sono fuorvianti e non portano agli stessi risvolti per tutti, quindi tanto per usare una metafora di scuola guida, quello che è un senso unico per alcuni potrebbe essere per altri un divieto, mentre per altri ancora un senso invertito o un dare precedenza.

Quindi, negli altri ambiti, è un po’ come dire che i segnali vanno, purtroppo o per fortuna, censiti un poco alla volta, senza grandi preparazioni e la patente si riceve solo alla fine della corsa, quando si ha il bagaglio (o in questo caso il bagagliaio 😉 ) pieno delle proprie esperienze, dei propri segnali, delle gioie e dei dolori [che d’altronde tanto per ritornare in tema che cade a fagiolo, non sono da sempre abbinate al binomio donne e motori? (detto che mi pare tra l’altro un po’ maschilista, in quanto in questo penso che la parità dei sessi sia stata raggiunta egregiamente 😉 )]

Che aggiungere? Buone scuole guide e non a tutti! 🙂

cartello(foto di immagini divertenti) 

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4 pensieri su “Leggere e interpretare i segnali (alias l’importanza di esser lesto)

  1. Saggia Francy, come hai ragione! è difficilissimo leggere i segni che gli altri ci inviano, interpretarne il comportamento e le intenzioni, e quante volte ci sbagliamo clamorosamente! Credo che sia impossibile imparare veramente. Possiamo solo migliorare un po’ il nostro intuito e le nostre capacità di lettura degli altri…e poi, osare, perchè certezze non ce ne sono! 🙂

    • Eh, magari saggia! Mi diletto solo a buttar giù qualche pensiero! Condivido quello che dici, non è facile affatto, spesso si inciampa, ma bisogna anche buttarsi, anche se a volte è un vero e proprio salto nel vuoto…senza paracadute! 😉

  2. inauguro i miei commenti nel blog con questo post: quello che dici è vero è il passaggio successivo é il concetto di rischio. Nella mia opinione ed esperienza non è così importante saper valutare i segnali, ma il rischio relativo al prendere una delle possibili strade che il segnale vorrebbe indicarti. Sebbene non deterministico il percorso a minor rischio è quello statisticamente più corretto. Il difficile è poter scegliere in poco tempo…,

    • Ciao Luca, grazie dell’inaugurazione! 🙂
      Beh, certo, scegliere in poco tempo, non è mai facile, ma il percorso a minor rischio non sono sicura che sia sempre quello più corretto, forse quello più scelto e frequentato sì, proprio perchè ritenuto più sicuro, però è anche vero che chi non risica non rosica, e che fare i pecoroni e andare per una strada solo perchè ci passano tutti non è la migliore delle ipotesi. Sarà che spesso mi sento pecora nera… 😉

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