Se al posto della violenza ci fossero solo viole!

Purtroppo non c’è nazione, non c’è popolo, non c’è “civiltà” che sia esente da brutalità, da violenza, da cattiveria, da barbarie… il progresso, il benessere, la modernità, la tecnologia, l’evoluzione, il risveglio delle coscienze, le religioni, le meditazioni, gli elevamenti di spirito, non sono ancora riusciti a sradicare una cosa così inutile e ignobile come la violenza…soprattutto quella gratuita, quella dove non si è portati per difesa, per paura, per istinto di sopravvivenza o per quello che volete a farne uso. Non che quella sia giustificabile, per carità, ma quando c’è la percezione di una forte minaccia che metta in pericolo la vita propria o di persone care, è forse, un caso estremo che possa far perdere la lucidità o che potrebbe indurre a far emergere la rabbia e la violenza che è probabile si affaccino nell’animo in certi momenti, anche se siamo tutti concordi, ovviamente, che non sia affatto una cosa indispensabile. Io mi riferisco a quella cattiveria, a quegli atti ignobili dove la violenza è un atto totalmente e immensamente fuori luogo, dove è innaturale, dove è bestialità pura. E, ahimè, ce ne sono ancora tanti.

Ed è violenza tutta, secondo me, non esistono poi tante distinzioni nei confronti degli esseri verso i quali viene scagliata. E’ violenza quella che si fa sui bambini o sugli adulti, sugli alleati o sugli avversari, sui popoli vicini o lontani, sulle persone care o sugli sconosciuti, sulle persone o sugli animali o sull’ambiente (anche perchè a voler ben guardare sono tutti il nostro prossimo, e siamo tutti connessi, no?)

Questi ultimi due, purtroppo, solo perchè spesso non hanno molta voce in capitolo, in quanto, purtroppo non possono parlare (ma hanno il loro modo di comunicare e di farsi capire) e siccome si pensa che l’uomo debba essere superiore a loro, prendendosi il potere di decidere di utilizzarli come meglio crede, sono ancor più spesso i succubi soggetti della malvagità umana.

Tutta la violenza, la crudeltà mi indigna e mi lascia basita, senza dubbio, senza far le liste, ma questa riflessione viene a seguito di un servizio che ho sentito (ero girata e ho voluto rimanerci per non vedere le immagini) ieri al telegiornale, dove il popolo giapponese raduna con un sistema tanti delfini in una baia dove, poi,vengono uccisi infilando loro dei pali di metallo nella spina dorsale e facendoli morire dissanguati. I poveri delfini morti diventeranno, poi, una gran quantità di pezzetti di sushi o sashimi del cavolo (che sarebbe stato molto meglio se fossero stati DI cavolo!)

Ecco, ora io dico, in tutta la storia non mi sembra che nessuno mai abbia contestato all’uomo il fatto che si cibasse di animali, che poi ogni popolo ne mangia alcuni che altri non ingurgiterebbero, (anche se come si sa, e come mi piace ribadirlo, penso che si possa tranquillamente farne a meno, e a me personalmente non piace essere divoratrice di vite, e per questo ho smesso di mangiarli), ma perchè dopo che un umano decide di togliere a un animale la cosa più preziosa che ha, visto che la vita è tale anche per loro (come per gli uomini del resto) lo deve fare anche con spietatezza, e sottoponendo quell’essere che ha stabilito di uccidere a sofferenze estreme nonché atroci? Ve lo immaginate come possa essere morire infilzati da un palo con il sangue che sgorga copiosamente via dal corpo? Di sicuro quello che non si prova difficilmente lo si può comprendere, perciò, non possiamo capire il dolore che, poveretti, sentono in quei momenti, oltre alla paura e ai lamenti che ognuno di loro emette in quel macabro raduno della morte. Che bisogno c’è di infliggere loro queste pene? Che motivo c’è di usare questa ferocia? Onestamente non ci sono giustificazioni né risposte per questo come per ogni volta che nell’uomo viene meno l’umanità, il rispetto e la tenerezza, per ogni evento in cui si comporta in modo più meschino e più basso, non dico nemmeno come le bestie, perchè sono convinta che a certi livelli, gli animali, non ci sanno arrivare nemmeno loro!

Penso che ancora ci sia strada da fare prima che l’uomo possa davvero capire come stare al mondo, come conviverci con chi ha intorno, e che nel sistema che attua da generazioni e secoli ci sia qualcosa da rivedere, almeno sotto certi punti di vista! Mi auguro, però, che ci arrivi alla svelta, che di tempo ne è già passato un bel po’!

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