Ciambella di Carote

Volendo fare un dolce non troppo pesante, ho preso ispirazione da alcune ricette e ne ho creata una nuova. E’  piuttosto veloce (tranne la parte in cui ho grattugiato le carote, che mi c’è voluto non so quanto, perchè la grattugia si ostruiva di polpa di carote…ma sono fiduciosa che questo tempo si possa accorciare prendendoci la mano…o comperando un’altra grattugia! :D) e lo si può considerare abbastanza estivo, anche se c’è da accendere il forno, perchè con tutte le carote è anche un aiuto per gli amanti dell’abbronzatura! 🙂

Ingredienti:

– 2 uova

– 300 gr di carote ( in purè)

– 6 cucchiai di olio di oliva

– una bustina di lievito

– una bustina di vanillina

– 200 gr di farina

– 100 gr di maizena

– succo di un limone

– 140 gr di zucchero

– zucchero a velo (facoltativo) per guarnirlo

– stampo che usate per fare il ciambellone

 

Annotazioni per la pre-preparazione (insomma, da prendere nota prima di farlo! 🙂 ):

( Il sapore era buono, [è piaciuto anche al mio gatto :D] ma secondo me può essere migliore, quindi darò subito dei consigli che, almeno io, metterò in pratica per la prossima volta, i quali, a mio avviso, possono rendere ancora più gustosa la ciambella.

Punto primo: forse la maizena rende l’impasto sì più soffice (neanche, poi, più di tanto), ma anche più asprino, la prossima volta, proverò con tutta farina.

Punto secondo: il succo di un intero limone, soprattutto se è grande, penso che sia un po’ troppo, provare con mezzo o tre quarti.

Punto terzo, a me non piacciono le cose troppo dolci, ma forse, per i palati abituati a sapori più forti, un po’ di zucchero in più non guasta! Dopo dite che non ve l’avevo detto eh! ;D)

 

 

Preparazione:

Prendetevi una mezz’ora di anticipo e iniziate a grattugiare le carote (io c’ho messo quasi 30 minuti) però, cogliete il lato positivo: è come se andaste in palestra dato che vi allenate i bicipiti, quindi qualcosa di guadagnato c’è comunque! 🙂

Poi, prendete una terrina versate le uova intere, sbattetele con lo zucchero, aggiungete il purè di carote, l’olio, il succo di limone e piano piano la farina (mischiata con maizena, oppure tutta farina e basta). Alla fine aggiungete la bustina di vanillina, e poi quella di lievito. Il composto viene piuttosto morbido, tipo quello del ciambellone. Versatelo in uno stampo a ciambella, e  infornatelo a 180° per una mezz’oretta.

Una volta freddato potete guarnirlo con dello zucchero a velo e poi gustarlo! Buon appetito!

 

P1110897

rESTA TEnero il ricordo :)

In questi giorni (dove poco prima, dove poco dopo) sono finite le scuole, e ci sono ragazzi felici per l’arrivo delle vacanze estive e ragazzi in preda a crisi e ansie per l’arrivo degli esami (ho particolarmente nel cuore quelli che devono sostenere la maturità…a me creò un patema d’animo…peggio della tesi!) e riaffiorano i ricordi legati a questi attimi, a certe sensazioni che era bello sentire, e forse anche un briciolino di nostalgia che, a volte, li accompagna.

Com’erano ganzi quei momenti e quello che si sentiva negli ultimi giorni di scuola, gli istanti finali prima della campanella che decretava concluso un anno scolastico, quando ti rendevi conto che si apriva davanti a te il periodo delle vacanze… Sono sensazioni che vivi solo fino alle scuole superiori (diciamo fino al quarto, visto che in quinto prima di assaporare l’estate c’è tutto l’iter della maturità assai impegnativa), perchè all’università il sistema è diverso, gli esami incalzano anche nei mesi estivi,  e figuriamoci poi dopo con il lavoro…quindi sono emozioni che si vivono per una manciata di anni e che non si riprovano più, ma il ricordo del loro sapore rimane per sempre.

Quando si cresce, infatti, non è più come prima, e laddove si senta dire “la scuola sta per finire o è finita” non essendo una cosa che riguarda direttamente, le sensazioni non sono più le stesse, in ogni caso vedere i ragazzi che trascorrono questi momenti fa ripensare di immediato rimando a quanto era bello sentire quel soffio di libertà, quella lunga pausa calda dai banchi, dalle sveglie, dagli orari, dalle interrogazioni…(anche se c’erano i compiti estivi, ovviamente, ma meno pressanti). Quella parola “estate” portava con sé momenti di riposo, uscite durante il giorno, giri al mercato la mattina, gelati, giochi e svago, passeggiate serali, chiacchiere, campeggi, a volte vacanze, e anche un certo alone di mistero, una speranza che potesse succedere chissà cosa, che ogni anno si portava con sé, come se potesse avere qualcosa di magico.

Poi per carità, non tutte le estati sono state leggere o magiche, anzi ci sono state anche di particolarmente bollenti, come per esempio quella fra la seconda e la terza media dove per non perdere l’anno a causa dei mesi di assenza da scuola perchè malata, mi dovetti sorbire il caldo naturale (ma quello è nel suo periodo ed è anche un piacere 🙂 ), il peso delle materie da studiare per poter fare l’esame con il successivo esame di riparazione e le terapie…però andò tutto bene e questo è l’importante. Alla fine quando gli ostacoli sono superati, si sente che un po’ di fatica provata faccia apprezzare le cose ancora di più, anche se lì per lì, al momento non è sempre facile.

Per quanto riguarda il periodo del rientro a scuola, (che dichiara tacitamente terminata l’estate seppure  manchino pochi giorni all’arrivo dell’autunno vero e proprio), invece, rimane per me ancora un momento che scandisce il tempo, il susseguirsi delle stagioni. Forse il tutto è aiutato anche dal fatto che, più o meno, questo evento coincide con la festa del paese che viene fatta appena qualche giorno prima dell’inizio delle scuole, e pertanto ogni volta mi resta il senso che quei giorni di festa facciano da campanello di allarme a chi si deve render conto che sta per cominciare un nuovo anno scolastico e, oltre a lanciare questo segnale, quei giorni, si portano via l’estate per tutti, che andrà a riposarsi per un po’ di mesi prima di ritornare calda e briosa nelle nostre vite.

Venerdì del libro – Raccontarsi: Il grande Boh di L. Cherubini, in arte Jovanotti

E’ venerdì, e cosa avviene di solito in questo giorno della settimana? Se la risposta che vi salta in mente è menù di pesce, mi dispiacP1110971e, ma niente di più lontano 🙂 …Venerdì, spesso, (non tutte le settimane perchè non ci riesco 😦 ) è sinonimo  di recensioni, quelle con cui aderisco all’iniziativa di Paola del Venerdì del Libro…per i curiosi o gli estimatori vi rimando al link, dove potete trovare tutte le proposte di chi partecipa di settimana in settimana.

Quest’oggi (che linguaggio arcaico eheheh) io scrivo di un libro che ho trovato davvero moooolto carino, ovvero: Il grande Boh di Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti (infatti anche in copertina, come potete vedere,  si firma con il suo nome d’arte).

Questo è un libro-diario dove Lorenzo racconta esperienze, viaggi, luoghi, pensieri e riflessioni in modo semplice, ma ricco di descrizioni e di spunti per poter a nostra volta riflettere, o provarci. Il suo modo di scrivere non è stereotipato, ma sincero, diretto, incensurato e racconta delle cose che vede, delle emozioni che sente, di come i suoi occhi e la sua mente percepiscono o sono colpiti dalle cose che lo circondano, dalle immagini, dalle situazioni. Risulta tutto molto fresco e le pagine sono spesso intinte di stupore, come fosse un bambino (cosa che a mio parere è un bel complimento…come quando lui paragona la tenerezza a un maialino appena nato :D).

Il suo diario non segue un filo cronologico (almeno non nella disposizione editoriale, immagino che, invece, nella realtà ce l’abbia avuto quando l’ha scritto, altrimenti, cavolo…complimenti, sarebbe il primo a riuscire a viaggiare avanti e indietro nel tempo! ahah 😀 ) che però ricopre all’incirca tre anni, così mi pare di intuire dalle date che riportano alcune sezioni. In questo diario si trova un po’ di tutto, i suoi viaggi anche in posti desolati o ardui, pezzi di canzoni, poesie, cose personali della sua vita, della sua storia, momenti di ricerca, ed è buffo, ma anche coinvolgente leggere e scoprire ciò che faceva e quel che gli passava per la testa quando aveva più o meno la mia età.

Uno dei viaggi che ricopre diverse pagine e che mi è piaciuto molto è la sua sbiciclettata in Patagonia, verso la Terra del Fuoco, dove Jovanotti vive a contatto con la natura, con la fatica del percorso impervio e ha una maggiore vicinanza con se stesso, e la sua parte spirituale, con i propri sentimenti, ansie, sensazioni… è un po’ come un viaggio di ri-scoperta, un viaggio di formazione che richiede anche una bella dose di coraggio per affrontarlo, soprattutto in completa solitudine come ha fatto lui, e per questo si merita molta ammirazione e stima da parte mia.

Nelle pagine che scrive usa uno stile che fa anche ridere o sorridere in certi racconti, soprattutto in alcuni molto spontanei e personali, ma non mancano i pensieri profondi e le riflessioni e porta anche il lettore a farsi qualche domanda, perciò io l’ho trovato affascinante.

Questo libro, pertanto, conferma che Jovanotti è una persona interessante, intelligente, sensibile e brillante, non solo un bravo musicista con la voglia di sperimentare, che ama divertirsi e sprizzare energia in quello che fa. Infatti è bello anche addentrarsi nei suoi pensieri che lascia scorrere liberamente sulla carta senza tante infiocchettature né censure, e incuriosisce quello che gli passa per la mente, che non risulta affatto privo di sostanza, anzi, ce n’è e molta!

Insomma una lettura carina, che vi consiglio ancora di più se già ammirate questo artista poliedrico.

 

Ah già, proprio stasera inizia il suo tour negli stadi…beh allora questa recensione cade a fagiuolo 😀 e la considererò come il mio personale in bocca al lupo per questa nuova avventura musicale!  A voi, buone letture e buon fine settimana! 😉

 

Info: Titolo – Il grande Boh; Autore – Jovanotti; Editore – Feltrinelli; pagine – 258; prezzo – 8 €