2012 / 2013

Siamo a fine dicembre, come al solito si concludono e si sentono fare bilanci di ogni tipo, statistiche di ogni sorta che accompagnano gli ultimi giorni di un anno per portarci verso quello che sta per arrivare fra poche ore.

Spesso si sentono fare commenti tipo “ah che annataccia”, “menomale che è finito”, “speriamo meglio in quello che arriva” o cose del genere, più difficilmente si sentono fare apprezzamenti positivi, forse perchè siamo più soliti lamentarci o notare quello che non va, piuttosto che quello che va, o forse perchè il piangerci addosso e il sentirsi sfortunati prendono, a volte, troppo la mano sul loro contrario. In realtà il pensare la vita in anni, da una parte, è una convenzione temporale che è utile, ci serve a fare riferimenti, a suddividere i ricordi, gli eventi, le cose, ma in realtà la vita è fatta di un continuum, un insieme di giorni, di ore, di minuti. Il tempo viene suddiviso per comodità, ma nella realtà scorre semplicemente, non ha un limite preciso, quello gli viene dato da noi umani; il tempo va e se ne infischia delle nostre convenzioni, dei nostri conteggi.

Sperare che le cose vadano meglio, è naturale, soprattutto quando non procedono proprio alla grande, ma accanirsi contro un anno, maledicendolo, o non vedendo l’ora che finisca, perchè magari è stato particolarmente duro e difficile, non mi è mai piaciuto…Non esistono confini delimitati, prendersela con un anno, con un tempo vissuto, è come maledire se stessi, la propria esistenza, poi per carità, ognuno fa come si sente, però, magari basta sperare nel meglio senza inguastirsi troppo. In fin dei conti, volenti o nolenti, nel bene e nel male, il tempo che viviamo, anche quando è irto di difficoltà, di cose a volte poco piacevoli, è sempre parte del nostro soggiorno terrestre, e in base a come lo affrontiamo diventiamo quelli che siamo. Inoltre, a volte, anche gli ostacoli, i momenti più ardui sono quelli che ci danno più spinte, che ci fanno capire l’importanza di certe cose, che ci danno motivazioni per andare avanti e per sperare nel meglio.

A poche ore che ci separano dal 2013, calendariamente parlando, che dire? Auguro e spero che ognuno si guardi dentro, si conosca sempre di più, che trovi la felicità in sé, nella propria esistenza, piuttosto che solamente negli eventi favorevoli, che ognuno si possa impegnare a dare il meglio di sé, a seminare nel proprio piccolo l’amore, il rispetto, l’amicizia, la disponibilità, l’ascolto, la solidarietà, la condivisione, la pazienza [ che a volte ce ne vuole taaaanta 😉 ]…perchè forse, se ognuno prova a piantare semi positivi nel proprio orticello, piano piano, le piante che ne vengono fuori, possono invadere anche spazi più ampi. Ci lamentiamo spesso di come vanno le cose, nel nostro Paese, nella società, nel mondo, ma tutte queste realtà sono formate da individui. Non sono solo le istituzioni e la politica a dover imparare a gestire e a occuparsi di certe cose. Se gli orti sono sterili, per quanti sforzi faccia il contadino, questi daranno ben pochi frutti. Il cambiamento deve nascere dalla gente, a mio avviso! Pertanto spero davvero che ognuno ci metta un po’ di impegno, questo mi auguro, perchè un futuro migliore è possibile secondo me! Buon 2013, Buon Tempo a tutti!

Frascafresca

 

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