Il venerdì del libro – Demian di H. Hesse.

Ciao a tutti amici del Venerdì del libro, e non solo. (per conoscere l’iniziativa del Venerdì del libro e gli altri partecipanti vi rinvio quidove la creatrice, Paola, raccoglie tutte le proposte di ogni settimana).

Il titolo che tratterò questo venerdì è Demian di Herman Hesse.

Inizio a parlare di questo libro dicendo che avevo letto da una parte delle frasi estrapolate dal testo che mi avevano già incuriosito, poi ho visto il libro in carta e costola in libreria, e il suo formato piccolo ha finito di conquistarmi. Infatti, (come si può vedere dalle foto) è maneggevole, leggero, entra facilmente in borsa e quasi quasi anche in una tasca…insomma è a misura di lettore! 😉

Non è un libro, secondo me, facilmente recensibile, e a volte anche nella lettura mi sono un po’ forzata ad andare oltre, ma ci provo.

Il protagonista, al contrario di quanto si possa pensare dal titolo non è Demian, ma Sinclair (dovrebber essere il cognome) un giovanotto proveniente da una buona famiglia che con il passare del tempo cresce e cerca se stesso, un proprio cammino e una propria dimensione, sbagliando, incontrando compagnie più o meno buone, persone che lo ispirano e riflettendo insieme ad alcuni personaggi che saranno molto importanti per la sua formazione.

Fra questi c’è Max Demian, che compare un giorno all’improvviso nella vita di Sinclair, andando a studiare nella stessa scuola, per poi sparire e riapparire in altri momenti della sua esistenza, ma in fin dei conti non svanisce mai del tutto perchè la sua influenza e la sua figura (insieme a quella misteriosa di sua madre Eva) sono importanti per Sinclair, il quale a volte, sogna, immagina, disegna dei volti e delle persone non sempre ben identificabili, ma in fondo in fondo riconducibili sempre a Demian.

Demian è una specie di guida che fa conoscere a Sinclair la sua natura, una natura umana che non è fatta solo di chiarore e di purezza, ma anche di aspetti più bassi, di desideri carnali e di attrazioni verso cose meno edificanti, che spesso fanno sentire l’uomo in colpa o gli creano dei limiti.

In Demian, Sinclair incontra una persona che la pensa come lui e che lo induce a riflettere e a comportarsi secondo quello che è il prorpio modo di sentire, il quale non è molto diffuso e riconosciuto dalla maggior parte delle persone, e che quindi porta entrambi a vivere in maniera piuttosto solitaria, e a sentirsi più in armonia e accolti nella cerchia di quei pochi che sono come loro.

Demian riappare più volte nella vita di Sinclair, in seguito anche insieme a sua madre, la quale rappresenta non si capisce bene cosa, un po’ una musa, un po’ un’amante, un po’quasi una dea, una figura ancora più alta del figlio (forse ci possono essere dei richiami religiosi in questi personaggi?) fino alla fine, quando i due giovani partecipano alla guerra. Sinclair viene colpito da un’esplosione, dolorante e frastornato viene portato in una specie di infermeria. Qui accanto a sé vede Demian, a sua volta ferito, il quale lo guarda e lo saluta per l’ultima volta con un bacio prima di dirgli che per lui ci sarà sempre e ogni volta che Sinclair ne avrà bisogno basta che lo invochi, e lo troverà. La mattina seguente, al risveglio Sinclair si accorge che quel ferito accanto a lui è uno sconosciuto.

Ci sono diverse belle frasi nel libro, concludo con una che dice Eva:

“<L’amore non deve implorare>, concluse <e non deve pretendere. L’amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé. Allora non è più trascinato, ma trascina>.

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9 pensieri su “Il venerdì del libro – Demian di H. Hesse.

  1. I libri di formazione sono sempre un po’ difficili, ma intensi e questo mi sembra appartenere alla categoria. Di Hesse ne ho letti altri e l’ho sempre apprezzato, grazie per questo suggerimento che non conoscevo!buon weekend!

    • Io è il primo che leggo di Hesse, e a parte alcune parti, che come ho detto nella recensione, sono un po’ lente, forse, non mi è dispiaciuto! Spero tu abbia trascorso un buon fine settimana! A presto! 🙂

  2. Di Hesse ho letto soltanto Siddartha. Credo che questo che segnali tu potrebbe piacermi, me lo segno (oramai ho una lista infinita di libri che vorrei leggere!!).

    • Dai, sono contenta che ti abbia impressionato! Pensa te, io Siddartha non l’ho mai letto, prima o poi magari ci faccio un pensierino. Anche io segno segno! 😉 Alla prossima, ciaoooo!

  3. Ho letto molti libri di esse tra il liceo e i primi anni di università. L’idea che mi sono fatta è che, specie alcuni, si apprezzino di più in quella fascia d’età, ahimè lontana.. ma una volta voglio leggerne uno per curiosità- Ciao!

    • Ciao Cì! Beh non avendoli letti in quel periodo mi ci sono ritrovata a leggerlo adesso, ahimè anche io con una dozzina di anni buoni dalle superiori…non è mai troppo tardi, come si suol dire! 🙂 A presto, ciao!

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