Venerdì del libro – L’ultima riga delle favole

Bentornati amici del Venerdì del libro e non…se siete curiosi e volete dare un’occhiata, cliccate qui e arriverete al sito di Paola, la promotrice dell’iniziativa.

Questa settimana vi propongo “L’ultima riga delle favole” di Massimo Gramellini.

Avevo letto questo libro un paio di anni fa, qualche mese dopo la pubblicazione, attirata dall’immagine di copertina e dal titolo che ispiravano un certo senso di romanticismo e quel pizzico d’incanto che tanto mi piacciono… 🙂

Devo essere sincera, non me lo ricordavo quasi per niente, se non il fatto che mi era piaciuto e che avevo trovato al suo interno delle frasi molto belle, che però, non avevo sottolineato, come spesso faccio, quando i libri sono i miei. Così richiamata di nuovo a immergermi fra le sue pagine con la curiosità rinvigorita anche da una recente recensione trovata su questo blog l’ho riletto, ed è stata una lettura davvero piacevole, che mi pare sia stata ancora più profonda rispetto a quella precedente, forse un po’ dovuto anche al fatto che questa volta mi è sembrato di avere una sensazione più empatica con Tomás, il protagonista, e con i suoi “compagni” di viaggio.

Il libro risulta molto gradevole alla lettura, è delicato e non manca una certa sensibilità nella scelta delle parole e nel modo di raccontare, che a me non guasta affatto, anzi, piace molto.

Il tema principale della storia è la ricerca dell’anima gemella, un’anima che si può trovare solo quando il cuore si è alleggerito e ha compreso il passato con i suoi lati positivi, ma soprattutto quelli negativi che hanno creato dei disequilibri interiori, quando si è liberi dalla paura, quando si è compreso il proprio talento e soprattutto si è trovato se stessi e la propria vera essenza, e a volte per farlo è necessario un aiuto o qualcuno che faccia da guida.

Tomás è un giovane (non si sa l’età precisa, ma a occhio e croce da come viene raccontato direi fra i 30 e i 40 anni) senza un lavoro fisso, racimola qualcosa facendo ripetizioni di latino. (Ricorda un po’ la figura dei giovani odierni, un po’ in balia della precarietà lavorativa e sentimentale). Ha vissuto varie esperienze amorose, ma tutte fallite, spesso perchè non ricambiato o per le sue ritirate divenute la sua specialità.

I fallimenti amorosi lo hanno portato a non credere più nell’amore vero, nell’anima gemella, e le sue storie a tempo determinato gli confermano ciò, finchè non conosce a un convegno piuttosto deprimente una ragazza con la quale si scambia qualche parola e il numero di telefono e che pare far vibrare all’interno di lui delle corde che neanche immaginava.

Il primo appuntamento viene disdetto dalla ragazza, Arianna, e Tomás rattristato da quello che sembra un esito ormai prevedibile e rivissuto altre volte in precedenza, va verso il mare, si compra  un panino in un bar spendendo la banconota con sopra il numero di Arianna e va poi su un molo a guardare il mare. Poco dopo sente avvicinarsi degli uomini, pensando che siano dei balordi inizia a dire di non avere che pochi spiccioli e quando uno di questi lo tocca cade in mare.

Quando Tomás riapre gli occhi non riconosce il luogo in cui si trova, pensa, comunque, di essere morto. Tra mistero, realtà e sogno si ritrova in questa dimensione non ben definibile, alle Terme dell’Anima, dove alcuni personaggi assai singolari lo assistono e attraverso esercizi, rac-canti, tisane ecc e lo aiutano a curare il suo equilibrio a liberare e a riscoprire la propria anima. Con lui ci sono anche altri pazienti, un’attrice e un surfista, a loro volta caduti in mare in altre circostanze. L’attrice intraprende con Tomás alcune prove, volenterosa di liberarsi il cuore e di trovare se stessa e l’amore vero. Lei sarà un’altra figura improtante per Tomás, in quanto rappresenta un aiuto per il suo percorso interiore. Più restio è, invece, il surfista, il quale  disilluso incallito dovrà sostare più tempo alle terme per curare la propria anima un po’ troppo rattrappita e indurita.

Tomás inizia questo percorso termale previsto non senza titubanze, dubbi e paure, ma alla fine riesce a superare i problemi del passato, ad accettare ciò che gli è successo, a perdonare e a comprendere meglio gli altri e se stesso. Gli esercizi, alcune cartoline con le frasi delle favole, rivivere episodi della propria vita e conoscere il finale della favola che sua madre gli aveva raccontato quando era bambino la notte prima di morire, gli donano finalmente quell’equilibrio e quella serenità che non aveva mai conosciuto e incontrato, facendolo mettere in contatto con la propria anima, che adesso è pronta per completarsi attraverso l’incontro con un’altra anima: quella gemella, che non esiterà a trovare il modo di farsi scovare.

I dilemmi dell’anima gemella, dell’amore vero, del trovare se stessi, del proprio talento e dei desideri da cercare di concretizzare attraverso il cammino da intraprendere nella vita, sono quesiti eterni che si ripropongono da migliaia di anni e che non smettono di creare interrogativi, speranze e sogni nel cuore delle persone, sono qui trattati con riflessioni profonde che non mancano di lasciare accese delle domande, ma anche delle speranze nei lettori.
Lascio a voi il compito di trovare le vostre frasi più belle, anche perchè mi sono dilungata abbastanza, quindi vi auguro buone letture e buon fine settimana!

Frascafresca

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10 pensieri su “Venerdì del libro – L’ultima riga delle favole

    • Grazie Maris! Mi fa piacere che terrai presente il mio suggerimento. A me questo è piaciuto e anche “Fai bei sogni” che è uscito da un po’ mi ispira, penso che presto ci farò un pensierino! 🙂
      A presto! ciao ciao 😉

    • Ciao Federica, ti ringrazio molto per le tue parole! Torna pure quando vuoi a lasciare il tuo parere! A presto, un bacio anche a te! Buona lettura! 🙂

  1. Ciao. L’ho letto e recensito anche io ma… a me non è piaciuto. Forse non ero dell’umore giusto, o non l’ho capito, non ne ho afferrato la profondità… Non so. Non mi è piaciuto…

    • Ciao Stefania. Beh ognuno ha i suoi gusti, ci può benissimo stare che una cosa che piaccia a uno non vada bene per un altro. A me, comunque, la rilettura è piaciuta più della prima…
      Un saluto, a presto, ciao ciao 🙂

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