Il Venerdì del libro – Seta di A. Baricco

Salve amici del Venerdì del Libro, l’iniziativa ideata da Paola. Questa settimana vi parlo di Seta di Alessandro Baricco.

Il libro in questione è piccolino e si legge alla svelta. La storia non è proprio facilmente recensibile, perchè il racconto è un po’ intrecciato, ma ci proverò. [Per i curiosi che vogliono scoprire la trama da soli attenzione perchè verrà svelata quasi tutta…come al solito vi avverto prima! 🙂 ]

Il protagonista è Hervé Jancour, un commerciante procacciatore di bachi da seta per il suo paese della Francia e fondatore di alcune filande.

Lungo le pagine ci vengono raccontati i suoi cadenzati e metodici viaggi in Giappone per acquistare i bachi da seta di qualità, dato che quelli venduti in Europa erano negli ultimi tempi affetti da alcune epidemie.

In Giappone Hervé conosce Hara Kei, il capo di una cittadina che lo ospita durante i suoi soggiorni e gli fornisce cure e premure, nonchè aiuto e consigli nell’acquisto e nell’esportazione dei bachi. Con Hara Kei c’è una giovane donna (quasi una ragazzina) dai caratteri occidentali che, attraverso un intenso sguardo, cattura l’attenzione e la curiosità di Hervé. Questa giovane misteriosa non parlerà mai con Hervé, ma una volta gli lascia un bigliettino scritto in giapponese (che al suo ritorno in Francia Hervé farà tradurre da una prostituta giapponese) quanto basta, insieme allo sguardo enigmatico per mandarlo in confusione e fargli provare un certo senso di nostalgia nei suoi confronti.

Hervé è felicemente sposato e si percepisce che lui e sua moglie si amano, ma anche se non confesserà mai alla moglie questo trambusto sentimentale che prova nei confronti di questa giovane, la moglie lo intuisce.

L’ultimo viaggio in Giappone è catastrofico, c’è stata una guerra, il paese si Hara Kei è stato raso al suolo, la popolazione si è incamminata verso nuove destinazioni. Hervé, grazie all’aiuto di un ragazzino, riesce a raggiungere la carovana, ma Hara Kei freddo e scostante gli intima di andarsene (in quanto doveva aver intuito qualcosa) e per poco non lo uccide come il giovanotto che ha accompagnato Hervé.

Hervé torna a casa in ritardo rispetto agli altri viaggi e le uova sono diventate tutte larve, sono quindi inutili per la seta, ma trova sempre sua moglie, che aveva temuto per il peggio, ad aspettarlo a braccia aperte.

Dopo alcuni mesi dal rientro riceve una lunga lettera in giapponese che si farà ritradurre dalla prostituta giapponese. In questa lettera c’è prima la descrizione di una ipotetica unione con la giovane donna misteriosa, come l’apice di qualcosa che non c’è mai stato fra di loro, e poi c’è un invito a dimenticarla se necessario, poichè con questa lettera lei gli manda il suo addio.

Dopo qualche anno la moglie di Hervé, Helène, muore, e solo allora, grazie ad alcuni indizi caprà che quella lettera era stata scritta da Helène che aveva chiesto di tradurla in giapponese alla prostituta. Così, Hervè viene a conoscenza che sua moglie in silenzio si era accorta di tutto, e che, probabilmente, le sarebbe piaciuto esser quella donna che aveva catturato parte del suo cuore e dei suoi pensieri, ma nonostante tutto non aveva mai smesso di amarlo, di aspettarlo e di accoglierlo con felicità e impazienza al ritorno di ogni suo viaggio in Giappone, quella terra che avrebbe potuto per sempre tenerlo lontano da lei.

Dopo la morte della moglie Hervé passa il suo tempo scandito dalle abitudini e dalle riflessioni, andando quando è attanagliato dalla solitudine a trovare la moglie al cimitero per parlare con lei.

 

Buone letture a tutti…e buon fine settimana! 😉

 

 

 

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