Venerdì del libro – Va’ dove ti porta il cuore di S. Tamaro

Salve a tutti, un po’ in ritardo, questa è la proposta  per l’iniziativa del Venerdì del libro di questa settimana: Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro.

Questo libro bello e sentimentale e, a mio avviso, caratterizzato da una particolare sensibilità femminile, è costituito da una lettera che una nonna scrive alla propria nipote partita per un’esperienza americana lunga alcuni mesi.

La nonna, che ha avuto un problema di salute, e che negli ultimi tempi di convivenza con la nipote non riusciva più a comunicare con lei o ad avere un rapporto di confidenza come in passato, decide di raccontarsi e di scrivere alla nipote ciò che non le ha mai detto, ma che le piacerebbe farle conoscere, anche perchè in parte è la storia delle sue radici. Così, prende la decisione di iniziare questa lettera che scrive un po’ alla volta.

In questa, la nonna (Olga) prende il coraggio di raccontare la propria storia, le proprie esperienze e analizza con uno sguardo introspettivo i propri atteggiamenti, e quelli che secondo lei sono stati degli errori. La nonna, così, racconta se stessa, ma anche la storia della figlia Ilaria (con le fragilità e i problemi che la caratterizzavano) e poi anche quella della nipote stessa.

Olga scrive dei suoi rapporti interpersonali con la famiglia, con il marito, con l’amante, con la figlia e con la nipote, il suo cammino di ricerca spirituale, che , forse, non è mai riuscita fino in fondo a sentire pienamente, ma  che non è completamente escluso, e il suo cammino verso la propria conoscenza (quel “conosci te stesso” è stata una frase importante per lei), e quello verso l’ammissione dei propri errori, delle proprie debolezze, alcune commesse con l’intento di proteggere se stessa e le persone a cui voleva bene.

Olga è sopravvissuta ai genitori, al marito, all’amante e anche alla figlia, ma con il tempo è riuscita a capire anche che la sua linfa vitale doveva provenire dal suo interno, da se stessa, e non da un riflesso della vita di qualcun’altro.

La lettera si conclude con un messaggio lasciato alla nipote quasi come un’eredità, dato che Olga immagina che non riuscirà a vedere di nuovo sua nipote perchè, probabilmente, quando lei tornerà dall’America lei sarà già morta.

Riporto qui ora un bel passo del finale…chi non vuole rovinarsi il gusto di leggerlo prima di aver letto il resto del libro, si fermi qua, anche se in ogni caso non vi verrà svelato che l’assassino è il maggiordomo (eheh 😀 )

“Abbi cura di te. Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un’idea senza avere un’idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare.

Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radicie e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti.

E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Resprira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno che sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va’ dove lui ti porta.”

Buone letture a tutti! 🙂