Il Venerdì del libro…anche sabato facciamo :D

Ciao amici del Venerdì del libro, iniziativa promossa da Paola, questa settimana (ho sforato ed è già sabato inoltrato) vi propongo il libro “L’Aleph” di Paulo Coelho (per gli interessati alcune opere dell’autore l’ho già trattate in qualche precedente venerdì).

Questo romanzo è un po’ particolare, il racconto viene narrato in prima persona dallo scrittore e sembra una mescolanza di realtà e fantasia, dove la sua storia attuale (ci sono particolari riferimenti a date ed eventi reali) si intreccia con vite che l’autore ha vissuto in passato.

Coelho, in preda a un momento di difficoltà spirituale, sente il bisogno di ritrovarsi e di scoprire, ed eventualmente risolvere, situazioni in sospeso che non riescono a farlo vivere serenamente.

Decide così di buttarsi in quello che la mente e il cuore gli suggeriscono di fare: viaggiare per l’Europa organizzando letture e incontri con i suoi lettori. Dopo alcune tappe approda a Mosca, e qui incontra una sua ammiratrice, Hilal (la quale è innamorata di lui), una figura chiave che lo accompagnerà  lungo l’esteso viaggio sulla ferrovia transiberiana che attraversa la Russia, da Mosca a Vladivostok.

Durante questo viaggio, a volte pesante e stancante, i colloqui e i momenti trascorsi con il traduttore Yao e con Hilal, saranno intensi e decisivi, e aiuteranno Paulo a conoscere anche aspetti delle sue vite passate. In particolare riuscirà a capire cosa ha combinato in una vita precedente, quella in cui era un monaco dell’Inquisizione, quando senza fare niente di quello che avrebbe potuto fare, fece finire Hilal sul rogo (che all’epoca era una giovane amica di Paulo) giustiziata insieme ad altre sette giovani accusate di eresia.

Paulo durante il viaggio vive in alcuni momenti anche l’Aleph [(cit.) il punto che contiene tutti i punti presenti e passati, il luogo nel quale si trovano, senza confondersi, tutti i luoghi della terra visti da ogni angolazione], e in altri, grazie a dei particolari esercizi, riesce a rivedere le sue vite passate, e in particolare l’inerzia che ebbe nel lasciar mandare al rogo Hilal, ma riesce poi a ottenere il suo perdono nella vita attuale.

Come dicevo all’inizio, questo romanzo è particolare perchè non si riesce bene a capire il limite fra la realtà e la finizione, se c’è, in quanto la storia è intrisa di elementi e riferimenti realmente vissuti dall’autore, il quale, poi, in fondo al libro si sente di avvertire i lettori di non fare i suoi esercizi, se non adeguatamente preparati.

Nelle sue opere spesso si trova una commistione di realtà, di magia, di spiritualità, di cammino interiore che può piacere o meno, può suscitare varie sensazioni nel lettore, che a volte, come qui, forse, si trova un po’ disorientato, ma in ogni caso trovo che sia uno scrittore profondo e le sue solite belle frasi e riflessioni di certo non mancano neanche in questo romanzo.

E voi lo avete letto? Che cosa ne pensate? A presto amici, buone letture! 🙂