La calza della Befana (filosofica)

Mentre da buona Befana dovrei essere a cavalcioni su di una scopa a gironzolare sopra i tetti nella notte fredda per consegnare calze piene di dolcetti, me ne sto invece qui, davanti al computer [anche le Befane si modernizzano e si adeguano ai tempi 🙂 ], a regalare virtualmente delle riflessioni, a me e a chiunque voglia fermarsi a leggere…

Questa sera mi va analizzare alcuni passi che ho trovato nel libro di cui ho scritto in un altro articolo (per i curiosi qui) e parla degli ostacoli, dell’essere messi e del mettersi alla prova, ma anche del reagire e del risollevarsi.

Ecco i passi, li riporto pari pari:

“Essere sempre fortunato e trascorrere la vita senza il morso del dolore significa ignorare l’altra faccia della natura. Sei un uomo grande; ma come faccio a saperlo, se la fortuna non ti offre la possibilità di mostrare il tuo valore? Hai gareggiato alle Olimpiadi, ma senza concorrenti; hai la medaglia, ma non la vittoria; non mi rallegro come con un uomo forte, ma come uno che ha ottenuto il consolato o la pretura; ti hanno fatto un onore. Lo stesso posso dire all’uomo buono, se una circostanza difficile non gli ha dato un’occasione in cui mostrare la sua forza d’animo: “Ti reputo infelice, perchè non sei mai stato infelice. Hai trascorso la vita senza avversari; nessuno saprà quel che potevi, neppure te stesso”. C’è bisogno di una prova per conoscersi; nessuno sa quello che può se non sperimentandosi”.  (Seneca)

“Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi, dopo la catastrofe, dopo la caduta, che uno dice…è finita. No. Finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina antiuomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina hai un esame peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà, deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai, e sei tu che lo fai durare.” (Jack Folla)

“Perchè una donna ricomincia, comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te, perchè ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. [… ] Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo pre la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E’ un’avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli. Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo: <sono nuova> con una gonna a fiori, o con un fresco ricciolo biondo. Perchè tutti devono capire e vedere: <attenti: il cantiere è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse>. Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. E’ la primavera a novembre. Quando meno te l’aspetti.” (Jack Folla)

“Anche se oscura il vostro spirito, lo scopo della notte è quello di dar luce. Anche se vi fa sentire umili, rivelando la profondità della vostra infelicità, il suo scopo è quello di esaltarvi e di sollevare il vostro spirito. Anche se vi svuota di ogni sentimento e vi allontana da tutti i piaceri naturali, il suo scopo è quello di colmarvi di gioia spirituale e di collegarvi alla sorgente di questa gioia” (S. Giovanni della Croce)

A volte nella vita si incontrano periodi, situazioni, eventi difficili, faticosi, ostacoli che a volte ci fanno perdere la speranza, a volte ci rattristano e fanno piangere, ci danno delle belle mazzate fra capo e collo e ci mettono un po’ in crisi, ma spesso proprio in questi istanti se si è abbastanza pronti e combattivi per reagire, si riesce, pur con difficoltà, a riemergere, e magari anche più forti, arricchiti, rinnovati e conosciuti più a fondo.

Forse un giorno parlerò più dettagliatamente di alcuni di questi momenti, anche se qualcuno è venuto fuori, accennato, in ogni caso, nonostante l’abbastanza giovane età, penso di aver vissuto una dose piuttosto consistente di colpi duri di vario genere in cui ho dovuto cercare di tirare fuori qualcosa di me, e di darmi da fare per reagire e rialzarmi.

Mi soffermo un attimo su una descrizione che mi piace (anche se dovrei sostare su molte di queste, e forse prossimamente lo farò), quella del motore diesel che c’è in una di queste citazioni, perchè a volte mi sento proprio così… non mi reputo una persona che viene fuori subito, e spesso, per questo penalizzata, anche se a parere mio non è un grande difetto essere un diesel, anzi, perchè ogni tanto esce qualcosa, una cosa inaspettata, una sorpresa, come le colombe dal cilindro di un mago. E nei momenti più duri, qualche volta mi capita di stupirmi anche da sola nel vedere di cosa riesco a tirare fuori dal mio cilindro. Anche se per la maggior parte della gente di oggi, le persone “diesel” non sono abbastanza interessanti, perchè sono persone “difficili”, che amano conquistare e ricevere fiducia prima di farsi conoscere più a fondo, sono persone che richiedono troppo tempo, e nel mondo spesso frenetico  di oggi e dove si desidera la vita facile, non ce n’è mai abbastanza. I diesel sono persone che, forse, se si desse loro modo potrebbero anche rivelare piacevoli aspetti o sorprese, ma agli occhi delle persone “benzina” o superjet come possono essere piacevoli se necessitano di così tanto tempo, costanza e pazienza per poterle conoscere e apprezzare pienamente? Per alcuni forse è meglio cercare qualcosa di più semplice, qualcuno che magari, possa essere anche meno genuino, ma che in apparenza sia subito un portone spalancato, un libro aperto…chi lo sa?

Le prove non mancano e testano il nostro valore che piano piano viene a galla, e con tutto quello che c’è nel nostro cilindro ogni giorno, anche in questo freddo gennaio, si prova a rialzarsi e a fiorire come in un’altra primavera…”quando meno te l’aspetti!

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