Il Venerdì del libro – Principesse si diventa

Per l’iniziativa Il Venerdì del libro, questa settimana propongo un libro ricevuto come regalo di Natale ” Principesse si diventa” di C. Felicetti.

Da un primo impatto il libro può sembrare apparentemente frivolo (non lasciatevi ingannare dal titolo!), ma leggendolo non è questa l’immagine che viene trasmessa, soprattutto nei primi capitoli, quelli che personalmente mi sono sembrati più interessanti e profondi. Quindi, come spesso succede per le persone, non bisogna giudicare troppo dalle prime apparenze!

Certo, non è un libro totalmente di sostanza, si trovano comunque cose più leggere e frivole, come i consigli su come comportarsi a tavola, seguendo le pompose regole del galateo, tanto per fare un esempio, ma in ogni caso, diciamo, che sono solo consigli. Poi sta a noi, alla Principessa che si nasconde in ognuna venire fuori e cogliere quello che ritiene valido o riconoscere quello di cui può fare a meno e che non le interessa affatto.

I consigli donati variano dall’abbigliamento, a come comportarsi in ufficio, o nelle relazioni di vario genere ecc, e come ripeto, alcuni sono piuttosto validi, altri meno.

Fra quelli che ritengo più utili c’è il fatto di amarsi e apprezzarsi (anche perchè se non lo facciamo per prime noi, come possiamo pretendere che lo facciano gli altri), il non lasciarsi scoraggiare e buttar giù dagli eventi negativi, ma cercare di rafforzarsi e di migliorarsi prendendo come spunto anche le cose meno positive per cogliere delle lezioni, il saper accettare i consigli costruttivi non detti a mo’ di critica, ma dati come stimolo, il non rinunciare alla propria personalità o alle proprie idee anche se sono diversi da quelle di tutti gli altri ecc.  Alcuni di questi consigli provengono da un’analisi di alcune Principesse del mondo dei cartoni animati o da caratteristiche di alcune attrici del calibro di Audrey Hepburn, cose che appartengono al loro modo di essere ma che possono essere applicate anche alla nostra realtà, al nostro atteggiamento.

Nelle prime pagine potete trovare anche un quiz per misurare a che punto siete nel vostro cammino verso la “principessitudine” leggendo a quale profilo appartenete.

Le principesse generalmente sono belle, ma la vera bellezza è interiore, come ci ricorda la scrittrice e anche una bella citazione di A. de Saint-Exupéri “l’essenziale è invisibile agli occhi”, ma se volete dare un aiutino a quelli del partito dell’ “anche l’occhio vuole la sua parte” potete comunque prendere di spunto anche le lezioni di stile e trucco che propone l’autrice.

In ogni caso mi auguro che un po’ da sole, un po’ grazie alle letture e ai suggerimenti costruttivi riusciamo a far emergere la Principessa che è in noi, che non si intende quella snob e rileccata dalla testa ai piedi, servita e riverita, ma quella che è “signora” dentro e fuori, quella che con la sua grazia, il sentirsi bene con se stessa e con gli altri, lo stupore bambinesco che non l’abbandona mai, l’ironia, la felicità che fanno parte del suo modo di essere riesce anche nelle cose semplici e nella vita di tutti i giorni a far venir fuori la nobiltà del suo animo, la sua disponibilità e generosità, e perchè no, anche la sua classe e il cosiddeto “savoir faire” 😉

A ben guardare, non bisogna sognare le favole per diventare Principesse…un po’ lo siamo di già! 🙂

Buone letture!

Vi lascio con una bella citazione presa dal libro che a mio avviso riassume bene le qualità principesche:

“l’educazione […] grazia, gentilezza, discrezione, equilibrio, umiltà, integrità e dignità, soprattutto nell’affrontare le sfide più toste della vita. Queste doti macroscopiche, seguite a ruota da incrollabile stima di sé (ma senza la minima traccia di supponenza), indipendenza e consapevolezza di ciò che è giusto e sbagliato, con un riverbero coerente sul comportamento. Extra molto graditi: una naturale inclinazione per lo stile, una conoscenza applicata delle buone maniere, senso etico, rispetto per il prossimo, interesse e impegno nel sociale, (auto)ironia. Il tutto reso unico dal particolarissimo marchio di fabbrica che ognuna di noi ha l’opportunità di imprimere legato a personalità, temperamento, vocazioni”.

Risotto con le melanzane

Per preparare il risotto in questione, davvero semplice e veloce, servono i seguenti ingredienti:

– uno spicchio di aglio

– una o due melanzane (dipende da quanti siete, per 4-5 persone servono 2)

– un mazzetto di prezzemolo

– sale

– olio

– un peperoncino (se è grande anche metà va bene lo stesso)

– riso (all’incirca due pugni a testa)

– concentrato di pomodoro

Preparazione:

In un tegame antiaderente mettere a soffriggere un po’ di olio con lo spicchio di aglio e il prezzemolo tritati finemente. Quando stanno per iniziare a rosolarsi, buttare la melanzana (già lavata e tritata a dadini), salatela, e fate cuocere per alcuni minuti (non servono molti, le melanzane cuociono piuttosto alla svelta).

Nel frattempo fate cuocere il riso, con acqua e sale, e quando mancano gli ultimi minuti alla cottura aggiungete la melanzana, mescolate, aggiungete un po’ di conserva di pomodoro e finite di far ritirare l’eventuale acqua.

Servite caldo e buon appetito.

Punto X, prossimamente…

Allora, mentre mi accingevo a fare un regalo per un’amica, mi è venuto in mente un articolo sul punto croce, dove, se mi riesce ho intenzione di fare tipo tutoraggio per spiegare come si inizia a fare un lavoretto con questo tipo di ricamo, che devo dire, è semplicissimo, piuttosto divertente (anche se come tutti i lavori manuali necessita di dedizione, pazienza e di un po’ di precisione…ma non eccessiva) e con il quale si possono creare delle cose semplici (per i più esperti anche più elaborate) ma davvero belline!

Quindi se vi interessa entrare un po’ nel mondo del punto croce e iniziare a sperimentarvi con qualche creazione abbiate pazienza, presto ci saranno novità 🙂

Venerdì del libro – Se potessi rivederti – Marc Levy

Per l’iniziativa di Paola del Venerdì del libro, questa settimana propongo una piacevole storia romanticona…di quelle che piacciono a me, il libro in questione è  “Se potessi rivederti” di Marc Levy.

La trama è un po’ intrecciata, nel senso che parte con un trascorso che viene fuori di man in mano che il racconto va avanti. La storia tratta di un giovane di San Francisco, Arthur, che per cercare di togliersi dalla testa la donna che ama, Lauren, si trasferisce a lavorare per un paio di anni a Parigi, per poi far ritorno a San Francisco e ritrovare il migliore amico di sempre e compagno di tante avventure, Paul.

La storia d’amore che aveva riguardato Arthur e Lauren è un po’ particolare, Arthur, infatti, aveva “rubato” con un’ambulanza Lauren da un ospedale, grazie alla collaborazione dell’amico Paul. Lei infatti era stata vittima di un incidente e si trovava in coma, i due la nascondono nella casa della madre defunta di Arthur per alcuni giorni per evitare che il medico e la madre di Lauren le applichino l’eutanasia.

Arthur ama profondamente Lauren, fa progetti con lei, e sogna di poter vivere la sua storia con lei al suo risveglio, ma poi sente che deve lasciarla andare e farle seguire la sua strada, quindi, quando lei si riprende, non si ricorda di ciò che ha vissuto, la madre e il medico tacciono su quello che è realmente successo, e lo stesso Arthur non si rifa più vivo. Lauren diventa una bravissima neurochirurga, conosce un altro ragazzo con il quale si fidanza, ma in fin dei conti sa che un uomo, sulla cui identità nessuno sembra ricordare niente, le è stato spesso accanto durante il coma.

Un giorno anche Arthur rimane vittima di un incidente, e seguiranno una serie di coincidenze e di ripetizioni di eventi, di incontri onirici che faranno piano piano venire la verità a galla e non vi dico altro per non rovinarvi la lettura.

Un’avvertenza: se siete sensibili ai temi delle operazioni, ci sono spesso descrizioni di quello che sta succedendo, quindi occhio, se poi mi svenite, io vi ho avvertito eh 😉

Però, a parte, le descrizioni tipo trattato di medicina, di sicuro non manca il romanticismo di un amore che supera il tempo e gli ostacoli…

Concludo con qualche frase che mi è piaciuta all’interno del libro:

–          “…ma quando si ama non c’è mai distanza che basti. Se per strada incrociavo una donna che le somigliava, subito vedevo camminare lei”

–          “…mamma, non ho dimenticato che la solitudine è un giardino dove non spunta niente. Anche se oggi vivo senza di lei, non sono comunque mai solo, perché so che lei esiste, da qualche parte”

–          “in amore la pazienza ha le sue virtù”.

–          (una frase ripresa da Marco Aurelio) “impari ad accettare con serenità ciò che non può cambiare, abbia il coraggio di cambiare ciò che può e, soprattutto, la saggezza di conoscere la differenza”.

–          “l’amore è fatto di tolleranza, è questa che gli dà la sua forza”

–          “si può amare qualcuno ed essere soli! Basta che il sentimento non sia reciproco, o che l’altra persona non sia libera”.

–          “… è sconcertante: è come se per lei non esistessero problemi” – “ a me piace cercare le soluzioni, è una cosa di famiglia, mia madre era come me”

–          “Denaro e potere non ci seguono nella tomba. L’uomo trova l’eternità della sua esistenza soltanto nei sentimenti che condivide”

–          “penso che non è soltanto il punto verso cui si va a dare un senso alla vita, ma anche il modo in cui ci si va”.

–          “non ho mai avuto paura del quotidiano, l’abitudine non è una fatalità. Ogni giorno si può reinventare il lusso e il banale, l’eccesso e la norma. Io credo alla passione che si sviluppa, alla memoria del sentimento. Sono spiacente, tutto ciò è colpa di mia madre, che mi ha rimpinzato d’ideali amorosi. Cosa che richiede un grosso impegno”.

–          “non bisogna vergognarsi di condividere i sentimenti, credimi”.

–          “la fiducia è la cosa più preziosa al mondo, e anche la più fragile. Senza di essa, nulla è possibile. […] ciò che si costruisce nella menzogna non può durare”.

–          “ora so che i sogni più folli si scrivono con l’inchiostro del cuore”.

Venerdì del libro – La meraviglia delle piccole cose – Dawn French

Per il Venerdì del libro, questa settimana propongo il libro di Dawn French (anche il nome poetico Alba Francese) “La meraviglia delle piccole cose”.

Il libro è brillante, la scrittura ironica e simpatica è formata da una raccolta dei vari diari tenuti dai protagonisti. Qui si raccontano le avventure di una famiglia: la madre, una psicoterapeuta infantile in preda a una crisi di mezza età, la figlia, un’adolescente in perenne lotta con se stessa, la propria immagine e anche con la madre, il figlio, anche lui un adolescente appassionato seguace di Wilde (tanto da volersi far chiamare Oscar) fondatore del gruppo degli Splendidi e infine il padre, la nonna e il cane, tre figure che rimangono più in secondo piano, ma che fondamentalmente sono le più stabili, i punti fermi della famiglia, quelli su cui si può sempre contare e sui quali anche gli altri protagonisti si affidano spesso essendo riconoscenti e grati per la loro presenza.

Le storie e i diari di ognuno raccontano di ciò che i personaggi vivono, dal loro punto di vista, con relative sensazioni e sentimenti e spesso, come già detto, la scrittura risulta simpatica e leggera, ma non per questo è sempre frivola, anzi, è anche profonda soprattutto in alcune riflessioni, concentrate maggiormente verso il finale del libro.

La vita quotidiana e un po’ incasinata di queste persone viene a galla, intrecciata anche con qualche colpo di scena. Senza essere esenti da difficoltà, anche nei momenti più critici e confusi, quelli che a volte fanno perdere di vista le cose davvero importanti e la vera felicità, i personaggi riescono a superarli grazie alla riflessione e alla vicinanza delle persone a cui vogliono bene, comprendendo la vera essenza e la meraviglia delle piccole cose che riempiono di gioie la vita di ogni giorno.

Buone letture! 🙂

La calza della Befana (filosofica)

Mentre da buona Befana dovrei essere a cavalcioni su di una scopa a gironzolare sopra i tetti nella notte fredda per consegnare calze piene di dolcetti, me ne sto invece qui, davanti al computer [anche le Befane si modernizzano e si adeguano ai tempi 🙂 ], a regalare virtualmente delle riflessioni, a me e a chiunque voglia fermarsi a leggere…

Questa sera mi va analizzare alcuni passi che ho trovato nel libro di cui ho scritto in un altro articolo (per i curiosi qui) e parla degli ostacoli, dell’essere messi e del mettersi alla prova, ma anche del reagire e del risollevarsi.

Ecco i passi, li riporto pari pari:

“Essere sempre fortunato e trascorrere la vita senza il morso del dolore significa ignorare l’altra faccia della natura. Sei un uomo grande; ma come faccio a saperlo, se la fortuna non ti offre la possibilità di mostrare il tuo valore? Hai gareggiato alle Olimpiadi, ma senza concorrenti; hai la medaglia, ma non la vittoria; non mi rallegro come con un uomo forte, ma come uno che ha ottenuto il consolato o la pretura; ti hanno fatto un onore. Lo stesso posso dire all’uomo buono, se una circostanza difficile non gli ha dato un’occasione in cui mostrare la sua forza d’animo: “Ti reputo infelice, perchè non sei mai stato infelice. Hai trascorso la vita senza avversari; nessuno saprà quel che potevi, neppure te stesso”. C’è bisogno di una prova per conoscersi; nessuno sa quello che può se non sperimentandosi”.  (Seneca)

“Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi, dopo la catastrofe, dopo la caduta, che uno dice…è finita. No. Finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina antiuomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina hai un esame peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà, deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai, e sei tu che lo fai durare.” (Jack Folla)

“Perchè una donna ricomincia, comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te, perchè ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. [… ] Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo pre la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E’ un’avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli. Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo: <sono nuova> con una gonna a fiori, o con un fresco ricciolo biondo. Perchè tutti devono capire e vedere: <attenti: il cantiere è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse>. Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. E’ la primavera a novembre. Quando meno te l’aspetti.” (Jack Folla)

“Anche se oscura il vostro spirito, lo scopo della notte è quello di dar luce. Anche se vi fa sentire umili, rivelando la profondità della vostra infelicità, il suo scopo è quello di esaltarvi e di sollevare il vostro spirito. Anche se vi svuota di ogni sentimento e vi allontana da tutti i piaceri naturali, il suo scopo è quello di colmarvi di gioia spirituale e di collegarvi alla sorgente di questa gioia” (S. Giovanni della Croce)

A volte nella vita si incontrano periodi, situazioni, eventi difficili, faticosi, ostacoli che a volte ci fanno perdere la speranza, a volte ci rattristano e fanno piangere, ci danno delle belle mazzate fra capo e collo e ci mettono un po’ in crisi, ma spesso proprio in questi istanti se si è abbastanza pronti e combattivi per reagire, si riesce, pur con difficoltà, a riemergere, e magari anche più forti, arricchiti, rinnovati e conosciuti più a fondo.

Forse un giorno parlerò più dettagliatamente di alcuni di questi momenti, anche se qualcuno è venuto fuori, accennato, in ogni caso, nonostante l’abbastanza giovane età, penso di aver vissuto una dose piuttosto consistente di colpi duri di vario genere in cui ho dovuto cercare di tirare fuori qualcosa di me, e di darmi da fare per reagire e rialzarmi.

Mi soffermo un attimo su una descrizione che mi piace (anche se dovrei sostare su molte di queste, e forse prossimamente lo farò), quella del motore diesel che c’è in una di queste citazioni, perchè a volte mi sento proprio così… non mi reputo una persona che viene fuori subito, e spesso, per questo penalizzata, anche se a parere mio non è un grande difetto essere un diesel, anzi, perchè ogni tanto esce qualcosa, una cosa inaspettata, una sorpresa, come le colombe dal cilindro di un mago. E nei momenti più duri, qualche volta mi capita di stupirmi anche da sola nel vedere di cosa riesco a tirare fuori dal mio cilindro. Anche se per la maggior parte della gente di oggi, le persone “diesel” non sono abbastanza interessanti, perchè sono persone “difficili”, che amano conquistare e ricevere fiducia prima di farsi conoscere più a fondo, sono persone che richiedono troppo tempo, e nel mondo spesso frenetico  di oggi e dove si desidera la vita facile, non ce n’è mai abbastanza. I diesel sono persone che, forse, se si desse loro modo potrebbero anche rivelare piacevoli aspetti o sorprese, ma agli occhi delle persone “benzina” o superjet come possono essere piacevoli se necessitano di così tanto tempo, costanza e pazienza per poterle conoscere e apprezzare pienamente? Per alcuni forse è meglio cercare qualcosa di più semplice, qualcuno che magari, possa essere anche meno genuino, ma che in apparenza sia subito un portone spalancato, un libro aperto…chi lo sa?

Le prove non mancano e testano il nostro valore che piano piano viene a galla, e con tutto quello che c’è nel nostro cilindro ogni giorno, anche in questo freddo gennaio, si prova a rialzarsi e a fiorire come in un’altra primavera…”quando meno te l’aspetti!